VENDITA BENI UNIVERSITÀ: “SENZA I FONDI DEL MINISTERO GLI ATENEI OBBLIGATI A DISMETTERE IL LORO PATRIMONIO” - SMACCHI (PD) CONTRARIO ALLA VENDITA DELLA CASA DI S. UBALDO A GUBBIO

Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) interviene sull'ipotesi di vendita della Casa di S.Ubaldo a Gubbio da parte dell'Università di Perugia. Smacchi invita le istituzioni ad intervenire “a supporto dell’Ateneo perugino ed adoperarsi affinché si scongiuri la vendita di un patrimonio pubblico che rappresenta anche la storia della Regione”.

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27 Ott 2010 01:00

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(Acs) Perugia, 27 ottobre 2010 – Il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Smacchi interviene criticamente sull'eventualità che l'Università di Perugia metta in vendita (“in seguito ai tagli dei trasferimenti previsti dal governo nazionale”) la Casa di S.Ubaldo a Gubbio: un edificio storico, sede del Gruppo Sbandieratori e luogo aperto ai cittadini e alla cultura.

“La promessa, e mai finanziata, riforma dell’Università del duetto Gelmini-Tremonti inizia a produrre i suoi effettivi e devastanti risultati. Il Consiglio di amministrazione dell’Ateneo perugino – spiega Smacchi - ha deciso di mettere in vendita tutti quei beni che non sono utilizzati a fini istituzionali compresi quelli storici come la Casa di S.Ubaldo a Gubbio. Invito le istituzioni ad intervenire subito a supporto dell’Ateneo perugino ed adoperarsi affinché si scongiuri la vendita di un patrimonio pubblico che rappresenta anche la storia della Regione”. Ricostruendo le vicende della della Casa eugubina Andrea Smacchi evidenzia che “il Centro di Studi Umbri di Gubbio, inaugurato il 16 maggio del 1962, ebbe sede proprio dove la storiografia ufficiale e la tradizione popolare tramandata oralmente ritiene sia nato Ubaldo Baldassini (1090-1160) Santo Patrono della Città di Gubbio e simbolo indiscusso della festa che rappresenta l’identità regionale. La Convenzione tra l’Università degli Studi di Perugia e il Gruppo Sbandieratori di Gubbio della durata di 10 anni a decorrere dal 2004 ha lo scopo di rendere fruibile alla città un immobile chiuso da tempo per problemi di sicurezza e di realizzare un Museo della Bandiera d’autore, visti gli ottimi rapporti che gli Sbandieratori hanno con artisti vari. L’investimento – continua Smacchi - è stato di oltre 100mila euro per la ristrutturazione e messa a norma dell’impianto elettrico, impianto termico ed antincendio, oltre ad interventi sulla struttura e alla sistemazione della parte lignea durato circa due anni. Grazie anche al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dei privati e degli sbandieratori stessi, la Casa di S. Ubaldo è stata riaperta al pubblico nel 2006 ed è sede delle attività culturali del Gruppo Sbandieratori”.

Il consigliere regionale del Pd sottolinea che “in questi anni la struttura è stata concessa, sempre ad uso gratuito, per la realizzazione di mostre di artisti vari, attività scolastiche e di chiunque ne ha fatto richiesta, e sarà la sede dei laboratori della nuova mostra sui Dinosauri del prossimo 26 novembre 2010. Questo – conclude Smacchi - è l’epilogo drammatico della riforma Gelmini che, con la favola di promettere meritocrazia e liberare l’Università dai baroni, obbliga i Rettori a fare scelte, per il pareggio di bilancio, che graveranno sulle future generazioni. Le istituzioni rifiutino categoricamente il mercimonio al ribasso della cultura. Dopo la crisi economica – aggiunge Smacchi - tutti i Paesi europei hanno aumentato gli investimenti sulla cultura, sulla formazione e sulla ricerca mentre in Italia, oltre a non prevedere fondi per lo sviluppo, si è deciso di fare una riforma che mina alle fondamenta il diritto universalistico allo studio. Sembrerebbe che il ministro Tremonti sia intenzionato a reperire le risorse con un decreto legge che prevede circa 7 miliardi di entrate di cui una buona parte derivate da nuove tasse. Questo – conclude - sarebbe il reale concetto di perequazione della destra di governo: ai ricchi i condoni ed il rientro dei capitali occultati al fisco, alla gente normale sacrifici intollerabili per vedere un loro figlio con un libro in mano per un futuro più dignitoso”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 27/10/2010