UNIVERSITA': “L'ATENEO PERUGINO OLTRE IL CINQUECENTESIMO POSTO NEL MONDO” - LA PREOCCUPAZIONE DI MONACELLI (UDC) CHE CITA UNA CLASSIFICA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE INGLESE “THE”

Il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli, citando una classifica pubblicata dal “The”, settimanale inglese collegato al più famoso Time, sulle migliori università del mondo, esprime la sua preoccupazione per la collocazione dell'ateneo perugino “oltre il cinquecentesimo posto. Un quadro tutt'altro che roseo – commenta Monacelli - se si pensa che l'Ateneo perugino, per la sua storia e per il prestigio che lo ha sempre contraddistinto, è uno dei fiori all'occhiello della città e della nostra regione”. Secondo l'esponente centrista “per ridare splendore alla nostra Università è necessario puntare sulla costituzione di centri di eccellenza”.

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12 Nov 2010 00:00

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(Acs) Perugia, 12 novembre 2010 - “Preoccupa molto la pesante bocciatura per l'Università di Perugia, almeno secondo la classifica pubblicata dal “The”, settimanale inglese collegato al più famoso Time, sulle migliori università del mondo, che ha impietosamente relegato oltre il cinquecentesimo posto l'Ateneo perugino, superata da atenei di Paesi come la Romania, la Malesia e la Turchia”. E' quanto scrive, in una nota, il capogruppo dell'Udc, Sandra Monacelli che evidenzia come, per “trovare la prima Università italiana dobbiamo scendere nella classifica fino al 217° posto dove si piazza l'Università di Trieste. Un risultato disastroso - osserva - almeno in base ai criteri adoperati per realizzare la classifica: 13 indicatori differenti raggruppati in 5 settori di valutazione, insegnamento, ricerca, prestigio nelle pubblicazioni e delle ricerche, innovazione ed internazionalità. Ai primi posti svettano università inglesi ed americane”.

“Un quadro tutt'altro che roseo – commenta Monacelli - se si pensa che l'Ateneo perugino, per la sua storia e per il prestigio che lo ha sempre contraddistinto, è uno dei fiori all'occhiello della città e della nostra regione. Il problema – aggiunge - è purtroppo consolidato da tempo ed affonda le sue radici in un groviglio di ostacoli affrontati, forse, con troppa leggerezza e che sono legati a filo doppio al sistema universitario italiano. L'Università di Perugia infatti - spiega l'esponente centrista - vive una fase veramente difficile che si trascina ormai da diversi anni. La drastica riduzione del numero degli studenti universitari e la contestuale riduzione delle risorse economiche destinate alla formazione ed alla ricerca, stanno facendo vivere al nostro Ateneo uno dei periodi più confusi e difficili della sua storia. Il calo di circa il 7 per cento delle iscrizioni è chiaro sintomo di un malessere che rispecchia perfettamente la situazione dell'Università italiana”.


 

Per Sandra Monacelli “la scarsa attenzione posta nei confronti del ruolo che dovrebbe avere l'Università nello sviluppo della città, in un momento di crisi strutturale in cui la globalizzazione e il forte sviluppo tecnologico rischiano di rendere sempre più marginale la nostra regione, è una realtà che va modificata. La riduzione dei servizi, delle borse di studio, l'impoverimento della formazione, legato alla sofferenza della ricerca scientifica, la chiusura quasi totale dell'accesso a borse di dottorato e alla ricerca universitaria per i migliori laureati, con lo stimolo ad una forte migrazione verso paesi esteri - sostiene - sono un fardello di problemi che si sta appesantendo, riversandosi inevitabilmente sull'economia della città. Infatti – spiega il capogruppo Udc - sono sempre più numerosi i cartelli 'affittasi' o 'vendesi' che campeggiano da diversi mesi per le vie di Perugia e che, centro storico a parte, sono sempre meno invase dal popolo universitario, con pesanti conseguenze sull'economia cittadina, che per una grande parte è sostenuta dagli studenti”.


 

“Una riflessione doverosa e necessaria – conclude Monacelli - che mi spinge a credere sia indispensabile incoraggiare l’investimento sul capitale umano, utilizzando al meglio le risorse esistenti e puntando sulla costituzione di centri di eccellenza, al fine di ridare splendore ad un ateneo, quello perugino, che per storia e cultura non merita certamente di essere classificato come uno dei peggiori del mondo”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 12/11/2010