UNIVERSITÀ DI PERUGIA: “AFFIDARSI A PERSONE SERIE E SPENDIBILI A LIVELLO NAZIONALE E INTERNAZIONALE, CHE NON RISPONDANO PIÙ A LOGICHE POLITICHE” - L'AUSPICIO DI MONNI E LIGNANI MARCHESANI (PDL) PER IL RILANCIO DELL'ATENEO

Secondo i consiglieri regionali Massimo Monni e Andrea Lignani Marchesani (Pdl) il rilancio dell'Università di Perugia dovrà essere affidato a persone di riconosciuta autorevolezza nazionale e internazionale e svincolate da logiche politiche, che sappiano agire con “competenza, intraprendenza e tempestività” nel nuovo sistema di gestione dell'istruzione universitaria. Monni e Lignani Marchesani sottolineano che occorre puntare su qualità, rigore e managerialità per ottimizzare investimenti e azioni.

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23 Lug 2012 01:00

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(Acs) Perugia, 23 luglio 2012 - “Nell'immediato futuro, per un vero rilancio dell'Ateneo di Perugia, auspichiamo che ci si affidi a persone serie e spendibili sia a livello nazionale che internazionale, e che non rispondano più a logiche politiche e che non abbiano al momento incarichi ottenuti dalla politica”. Lo affermano i consiglieri regionali Pdl Massimo Monni e Andrea Lignani Marchesani, spiegando che “per stare al passo con il nuovo sistema di riferimento servono competenza, intraprendenza e tempestività”.

Monni e Lignani si riferiscono al meccanismo per il quale “in misura sempre crescente, la quota di risorse che lo Stato gira agli atenei sarà assegnata sulla base della classifica stilata dal Ministero dell'istruzione. Questa classifica si basa su parametri ben precisi, che vedono l'internazionalizzazione non fine a se stessa, ma volta al miglioramento del sistema di produzione della ricerca e, di conseguenza, di erogazione della didattica, e per attrarre finanziamenti da altri paesi e dall'Unione Europea. Infatti il fund raising, ovvero la capacità di attrarre investimenti ulteriori rispetto a quelli statali – aggiungono - viene premiato con fondi aggiuntivi: può sembrare un paradosso, ma è l'inversione della mentalità che ha dominato fino ad oggi, quella dei finanziamenti a pioggia. Nel nuovo quadro normativo, lo Stato eroga di più agli atenei che dimostrano di sapere finanziarsi con strumenti alternativi, in una logica di efficienza della allocazione del denaro pubblico”.

I due esponenti del Popolo della libertà continuano rimarcando che “la legge 240 della Gelmini mira ad innescare un meccanismo di competizione fra atenei, che tende ad innalzarne la qualità: qualità del corpo docente, che dovrà essere di visibilità internazionale; qualità del personale tecnico-amministrativo, che dovrà fornire attività di supporto sempre più complesse. Diventa poi importantissima – concludono - la capacità di far terminare agli iscritti il ciclo di studi nei tempi indicati. Questo non significa abdicare al ruolo di formazione degli studenti, la cui carriera nel mondo del lavoro verrà monitorata nel tempo, bensì attrarre buoni studenti attraverso attività di promozione su tutto il territorio italiano, e non solo nel naturale bacino di utenza della regione”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 23/07/2012