(Acs) Bruxelles, 12 novembre 2010 - Conoscere il funzionamento della Commissione e del Parlamento europeo per qualificare ulteriormente le funzioni del Consiglio regionale dell’Umbria, e delle relative strutture, in materia di produzione legislativa, di verifica e controllo della gestione della programmazione regionale comunitaria; per assicurare una partecipazione attiva al processo di formazione della legislazione comunitaria. Sono questi gli obiettivi della visita che una delegazione del Consiglio regionale dell’Umbria rappresentativa degli organi istituzionali dell’assemblea (Commissioni e Comitati), guidata dal presidente Eros Brega, sta compiendo a Bruxelles nelle sedi del Parlamento, della Commissione europea, della rappresentanza permanente italiana e della Regione Umbria. Nel corso degli incontri è stato ribadita, sia da parte della delegazione umbra, sia dagli interlocutori dell’Unione, l’importanza per le istituzioni regionali di svolgere appieno il proprio ruolo per partecipare da “protagonisti” a questa nuova fase dell'esperienza europea in cui si definiscono gli indirizzi e gli obiettivi della nuova programmazione degli anni 2013- 2020 e, con l’attuazione del Trattato di Lisbona, il sistema delle istituzioni europee (Unione, Parlamenti nazionali e Assemblee legislative regionali) è chiamato a svolgere nuovi e più importanti compiti per l’attuazione delle politiche nei vari settori, secondo il principio della sussidiarietà.
Rispetto a ciò il presidente Brega ha detto che l’iniziativa di studio e confronto con le varie istanze europee è finalizzato “ad acquisire conoscenze e informazioni per rafforzare la funzione del Consiglio regionale dell’Umbria, per diventare interlocutori efficaci ed istituzionalmente adeguati delle istituzioni europee nell’attività legislativa europea. A tal fine – ha spiegato il presidente – dovremo rafforzare sempre più l’Assemblea legislativa umbra, sia a livello di organi istituzionali che di struttura tecnica per garantire una presenza sempre più efficace nelle politiche comunitarie, in un ambito di attività che diventerà sempre più centrale nelle ‘Regioni d’Europa’ di domani”.
Gli incontri svolti hanno focalizzato l’attenzione della delegazione umbra sui problemi relativi alla nuova programmazione europea 2007-2013 e sul futuro delle politiche di coesione; sulle questioni legate alla nuova Programmazione agricola comunitaria e sull’adeguamento delle funzioni dei vari livelli istituzionali, sopranazionali, nazionali e regionali nel ridisegnare il dopo “Trattato di Lisbona”.
Le problematiche della nuova fase di programmazione e delle future politiche di coesione in particolare, sono state sviluppate da Willebrodus Sluijters, consigliere del vicedirettore della direzione generale Competitività e programmi transfrontalieri della Commissione europea, che ha illustrato i capisaldi strategici e gli obiettivi sui quali si svilupperà il settennato 2013-2020 licenziata nei giorni scorsi dalla Commissione e che ora inizia la fase di partecipazione.
L’orizzonte strategico è la crescita del sistema Europa, “riguardante tutti gli stati membri e che sia intelligente e sostenibile”. Gli obiettivi: crescita dell’occupazione tra i 20 e 64 anni (dal 69,1 per cento del 2009 al 75 per cento del 2020); istruzione, prevedendo l’abbattimento della percentuale dell’abbandono scolastico dal 14, 4 (del 2009) al 10 (2020), e l’aumento del numero di laureati, passando dal 32,3 al 40 per cento; lotta alla povertà, impegnandosi a diminuire i poveri dai 120 milioni di oggi a meno di 100 milioni nel 2020; lotta al cambiamento climatico e per l’incremento di energia ‘sostenibile’, confermando gli obiettivi “20/20/20” (riduzione del gas serra, aumento dell’efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabili).
In particolare, le azioni che gli Stati membri e le Regioni dovranno programmare dovranno concentrarsi su obiettivi di qualità, integrati a livello territoriale, coinvolgenti parti sociali, istituzioni e società civile; dovranno infine poter contar su procedure semplificate, da un punto di vista amministrativo e finanziario.
Le questioni relative alla nuova Politica agricola comunitaria sono stati affrontate nella sede della Rappresentanza permanente italiana a Bruxelles, da Vincenzo Grassi (vice rappresentante), e dai dirigenti Luigi Polizzi e Massimiliano Benelli. Si è parlato di “mutamenti del sistema istituzionale che assegneranno compiti impegnativi agli stati membri e al sistema delle Regioni”. Dovranno in sostanza ridisegnarsi nuovi orizzonti di programma per il comparto agricoltura italiano che, è stato spiegato, subirà un taglio di circa il 10/15 per cento sulle risorse (tra un miliardo e 300 milioni e un miliardo 600), con una partita, inoltre, che rimane ancora tutta aperta con alleanze traversali e forti (asse franco-tedesco) sulla fissazione dei criteri per i contributi diretti e per il sostegno alla agricoltura di qualità e più in generale allo sviluppo rurale. Sul versante dell’agricoltura umbra, da vari componenti della delegazione è stata espressa preoccupazione per le sorti della tabacchicoltura regionale per la quale, da parte dei tecnici viene comunque ipotizzata una soluzione “equilibrata”, grazie all’impegno congiunto di Regione Umbria e Governo
Dell’assetto istituzionale comunitario e delle recenti modifiche operate dal trattato di Lisbona e delle nuove relazioni tra Regioni, Assemblee legislative e Parlamento europeo, hanno invece discusso con la delegazione umbra, l’onorevole Mario Scurria e il funzionario addetto al coordinamento legislativo, Andrea Scrimali. Il primo ha sottolineato la necessità di una sempre più stretta interlocuzione tra Parlamento europeo (PE), Parlamenti nazionali Assemblee legislative regionali, ricordando che l’attività legislativa del PE si è notevolmente rafforzata con il Trattato di Lisbona e che quindi gran parte di quella dei livelli nazionali (80 per cento) riguarderà il recepimento di direttive comunitarie.
In sostanza, quindi, l’attività dei Consigli regionali dovrà adeguarsi a queste importanti innovazioni e sarà chiamata a partecipare all’attività legislativa europea sia nel processo ‘discendente’ (l’adeguamento della propria normativa regionale a quella comunitaria), sia in quello ‘ascendente’ che attiene all’esercizio di una fattiva partecipazione dell’Assemblea legislativa al processo di formazione delle leggi comunitarie, attraverso proposte, valutazioni e indicazioni che rendano effettivo quel principio di sussidiarietà, funzionale all’efficacia della legislazione, ma anche al processo di integrazione e armonizzazione della vita comunitaria.
Nella sede del Parlamento, la delegazione umbra ha incontrato anche gli onorevoli Silvia Costa e Vittorio Prodi che hanno approfondito le problematiche di loro competenza, rispettivamente in materia di cultura, turismo culturale e politiche giovanili e di ambiente e nuovo sviluppo sostenibile, temi questi al centro di alcuni dei temi dello sviluppo dell’Umbria e all’attenzione dell’Assemblea legislativa. TB/
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