“Unificazione delle due Asl e modello organizzativo della sanità regionale”

Audizione della Terza commissione con l’Intersindacale medica dell'Umbria

Data:

30 Set 2026 13:28

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(Acs) Perugia, 30 settembre 2026 – La Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria ha ascoltato questa mattina i rappresentanti della “Intersindacale medica dell'Umbria” in relazione all’ipotesi di unificazione delle due Asl regionali e al modello organizzativo della sanità regionale.

Dagli interventi di Giovanni Lo Vaglio (Coordinatore Intersindacale), Maurizio Lucarelli (Smi), David Giannandrea (Anao), Basilio Passamonti (Cosmed), Francesco Fiorello (Cgil medici), Alvaro Chianella (Aaroi-Emac), Marta Marcantonini (Uil Fp), Alessandro Spizzirri (Fed. Cimo Fesmed), Marco Ciuffetti (Sindacato radiologi Asl 1) e Paola Angelucci (Fassid) sono emerse posizioni differenziate rispetto all'eventuale unificazione delle due Asl regionali. Per alcuni si tratterebbe di un errore che avrebbe conseguenze dirette anche sul personale sanitario e sui servizi ai cittadini, per altri invece l’accorpamento non impatterebbe sull’erogazione delle prestazioni, il cui livello è stato valutato da tutti gli auditi come non ottimale, soprattutto a causa di carenze nella dotazione di personale, di fondi e di strumentazioni. Con un modello organizzativo che viene ritenuto non condiviso, dato che le occasioni di confronto con la presidente e assessore Proietti e con il direttore Donetti sarebbero state sporadiche e molto distanziate nel tempo.

I rappresentanti sindacali hanno espresso il timore che le nuove strutture attivate, come gli Ospedali e le Case di comunità, non possanno svolgere una vera funzione di filtro rispetto all’accesso negli ospedali e di presidi per le malattie croniche in assenza di una adeguata dotazione di personale, che ad oggi risulterebbe in molti ambiti sotto organico. L’obiettivo di attrarre professionisti che poi restino ad operare in Umbria e di superare la carenza cronica di personale si scontrerebbe la mobilità passiva dei professionisti, causata anche dal mancato riconoscimento di alcuni diritti legati alla contrattazione decentrata. In sofferenza risulterebbero anche i Pronto soccorso, per i quali è stata sollecitata l’attivazione di misure di sicurezza più adeguate, soprattutto nelle ore notturne. È stato anche evidenziato che i servizi territoriali risultano fondamentali per i bisogni di cura della popolazione, dato che riescono ad intercettare precocemente il malessere dei cittadini, anche quelli psichici.

Il presidente della Terza commissione, Luca Simonetti, ha assicurato che “non mancheranno, non appena il nuovo Piano socio sanitario verrà depositato, momenti di confronto con le organizzazioni sindacali. Ci sarà dunque occasione di recepire e raccogliere le indicazioni che provengono da coloro che ogni giorno lavorano per assicurare ai cittadini servizi sanitari adeguati alle esigenze di salute degli umbri”. MP

Ultimo aggiornamento: 30/09/2026