Acs) Perugia 19 dicembre 2011 – “L’Italia dei Valori non ravvisa, in Umbria, nessun tentativo di accordo tecnico emergenziale tra Pd e Pdl, anzi consiglia caldamente la presidente di non ascoltare le sirene dell’opposizione, come Ronconi, che la invitano ad avventurarsi su questo percorso. Non è dunque sovrapponibile la situazione romana a quella della nostra regione ed è semmai il caso di tornare a una lettura politica che entri nel merito delle questioni”.
Paolo Brutti e Oliviero Dottorini, rispettivamente segretario e capogruppo regionale dell’Italia dei Valori, leggono così la fine dei lavori consiliari del 2011.
“Il nostro dissenso si è manifestato su due punti sicuramente importanti, ma molto specifici. L’abolizione dei vitalizi regionali, procrastinata a nostro avviso erroneamente al 2015, con un atto di insensibilità nei confronti dei nostri concittadini e di difesa della casta, e una proposta di legge emendativa finita in un complesso schema che aveva per oggetto i direttori sanitari, sui quali l’Idv ha lungamente battagliato per garantirne l’indipendenza dai partiti e la rispondenza a criteri di maggiore efficienza e trasparenza.
Il problema - precisano Brutti e Dottorini - poteva essere risolto se Pd e Psi non si fossero astenuti su un ordine del giorno integrato, sostenuto dallo stesso capogruppo socialista Buconi e inizialmente dichiarato accettabile da tutta la maggioranza, Pd compreso. Per quanto attiene le cosiddette incongruenze tra decisioni della Giunta e posizioni espresse in Consiglio, non c’è bisogno di scomodare Montesquieu per ribadire che gli organi esecutivi sono distinti da quelli legislativi e che l’aula ha il diritto e perfino il dovere di emendare i provvedimenti presi dalla Giunta, proprio perché presi nel merito delle questioni e non secondo rigidi schemi nazionali. E comunque non possono essere trascurati gli importanti passi in avanti compiuti in totale accordo con la maggioranza sulla quasi totalità dei provvedimenti, che attraverso la riforma endoregionale avviano un processo di ridimensionamento delle spese della pubblica amministrazione con riflessi decisamente concreti per le tasche degli umbri”. GC/gc