(Acs) Perugia, 25 luglio 2016 - “È dialettica politica 'tirare acqua al proprio mulino', ma la strumentalizzazione sistematica è patetica, oltre che scorretta nei confronti dei cittadini, danneggiati e presi anche in giro”. Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari per i quali, tutto ciò, “è avvenuto anche questa mattina, quando la presidente Marini ha ripreso l’esito di un’analisi del Centro Studi Sintesi, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, secondo cui l’Umbria è la quarta Regione in Italia per rapporto tra tassazione e servizi. La Presidente ha subito twittato entusiasticamente che 'Il lavoro serio produce risultati seri…'”.
“A marzo 2016, ad esempio – ricordano i due consiglieri pentastellati -, abbiamo assistito ad altre farsesche affermazioni della Giunta, quando la presidente Catiuscia Marini e l’assessore Fabio Paparelli hanno sostenuto che l’Umbria sarebbe ancora al top in Italia per crescita dell’occupazione, ‘ottima’ performance dovuta alla legge sul lavoro (Jobs Act) e alla Regione, da tempo impegnata a consolidare questi 'risultati di eccellenza': la realtà – continuano - è purtroppo diametralmente opposta. Basti leggere i dati 'veri' Istat 2015 sulla disoccupazione: 10,16 per cento nella provincia di Perugia e 11,23 per cento nella provincia di Terni, dove ormai quasi il 60 per cento dei giovani tra i 15 e i 24 anni non trova impiego”.
“Oltretutto – puntualizzano Liberati e Carbonari - Catiuscia Marini ha opportunamente evitato di pubblicizzare ben altri numeri, usciti qualche giorno fa: secondo il 'Rapporto sul Precariato INPS', da gennaio a maggio i nuovi 'contratti a tempo indeterminato' in Umbria sono crollati del 45,8 per cento rispetto al 2015 (nonostante i contributi governativi che drogano i dati), con un calo delle assunzioni pari al 15,4 per cento rispetto allo scorso anno. Per non parlare dell’abuso nell’utilizzo dei famigerati voucher, grazie alle (contro)riforme del lavoro del governo Renzi, appoggiate dalla Giunta regionale sin da quando il Presidente del Consiglio venne a Perugia per il suo endorsement all’allora candidata Catiuscia Marini, definendo il Jobs Act 'la cosa più di sinistra fatta negli ultimi anni' (intendendo forse l’abolizione dell’articolo 18 e l’avvento del precariato selvaggio?)”.
Per i due consiglieri del M5S dunque “la verità, che scaturisce dalle statistiche ufficiali, dai bilanci pubblici, dagli atti della Corte dei Conti, dalla molte inchieste condotte sinora, è sotto gli occhi di tutti. Ed è molto diversa”.
Liberati e Carbonari rimarcano i “tagli pesanti a tantissimi settori sociali (messi nero su bianco nel bilancio previsionale 2016-2018) a partire da una Sanità a pezzi, sprechi reiterati di denaro pubblico, assenza di trasparenza finanziaria, con enormi perdite nella gestione delle società partecipate, la plateale desertificazione produttiva (ma quale imprenditore viene a investire in Umbria, se non si chiama coop?), l’isolamento dalle principali vie di comunicazione, un trasporto pubblico al collasso, almeno 40mila persone attorno o sotto la soglia di povertà assoluta, poco lavoro e quasi esclusivamente di tipo clientelare o precario, tranne per le persone legate alla maggioranza, nominate a posizioni di vertice o recettori di incarichi a titolo oneroso o dalla sfacciata ‘fortuna’ di accaparrarsi lucrosi bandi pubblici e concorsi, sempre profumatamente pagati con i soldi di tutti”.
“La mistificazione propagandistica – spiegano - è il ritornello preferito da Catiuscia Marini. Solo pochi giorni fa, ascoltate le tante gravi criticità sollevate dalla Corte dei Conti in occasione del Giudizio di parificazione, rilasciava interviste ai giornali in cui si diceva 'soddisfatta', perché, a suo dire, era mostrata la 'solidità del bilancio della Regione'. Un autentico depistaggio informativo rispetto alle parole dei giudici contabili e dei dati oggettivi”.
“Nel merito della classifica presa a riferimento dalla presidente Marini, è lo stesso ente redattore dello studio – fanno notare i due esponenti pentastellati - a precisare nella 'Nota metodologica' che 'TaxPayer Italia' è indice creato per gli Stati Uniti da Walter Hub e solo in seguito adattato all’Italia e che 'le regioni italiane tendono a disporsi lungo una linea retta, evidenziando implicitamente una sostanziale corrispondenza tra livello della tassazione e livello dei servizi pubblici'. Nessuna eccellenza pertanto. Non basterà la cipria della propaganda di palazzo – concludono Liberati e Carbonari - a cancellare la dura realtà: il M5S lo ripeterà a ogni pie’ sospinto, finché i problemi non saranno riconosciuti e responsabilmente affrontati”. RED/as