“Umbria quintultima in Italia, Pil negativo nel 2025: dati allarmanti che smentiscono la narrazione della giunta Proietti”
Nota di Nilo Arcudi (Tp-Uc)
23 Giu 2026 11:52
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(Acs) Perugia, 23 giugno 2026 - “I dati diffusi da Svimez consegnano all’Umbria una fotografia economica che dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore il futuro della nostra regione. Con un PIL stimato in calo dello 0,2% nel 2025, l’Umbria si colloca tra le ultime regioni d’Italia, risultando quintultima a livello nazionale. Si tratta di numeri particolarmente significativi perché riguardano il 2025, il primo anno pieno della Giunta Proietti, e descrivono una regione che arretra mentre gran parte del Paese continua a crescere”: lo afferma il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc).
“Di fronte a questi dati - prosegue - sarebbe necessario un bagno di realtà. Per mesi abbiamo ascoltato una narrazione fatta di annunci, slogan e autocelebrazioni. Oggi, invece, arrivano numeri che raccontano una situazione ben diversa: crescita assente, economia in difficoltà, consumi deboli, investimenti insufficienti e prospettive che destano forte preoccupazione. In questo contesto appare ancora più incomprensibile la scelta della maggioranza regionale di approvare una manovra fiscale da oltre 184 milioni di euro, una delle più pesanti mai adottate in Umbria. Quando un territorio rallenta, la priorità dovrebbe essere sostenere famiglie, lavoratori e imprese, favorire gli investimenti, attrarre nuove attività produttive e rafforzare la competitività del sistema regionale. Si è invece scelta la strada opposta, aumentando la pressione fiscale in una fase economica già complessa. È evidente che una manovra di queste dimensioni rischia di aggravare ulteriormente una situazione già critica. Più tasse significano meno risorse disponibili per i consumi delle famiglie, minore capacità di investimento per le imprese e maggiori difficoltà per un sistema economico che avrebbe invece bisogno di essere sostenuto e accompagnato nella crescita”.
“I dati Svimez - continua Arcudi - rappresentano quindi un campanello d’allarme che la Giunta regionale non può ignorare. Non si può continuare a raccontare una regione che cresce quando gli indicatori economici descrivono una realtà diversa. Non si può chiedere ulteriori sacrifici a cittadini e imprese senza interrogarsi sugli effetti che determinate scelte producono sull’economia reale”.
“L’Umbria - conclude - ha bisogno di una strategia fondata sullo sviluppo, sulle infrastrutture, sull’innovazione, sulla valorizzazione delle imprese e sull’attrazione degli investimenti. Ha bisogno di politiche che creino opportunità e lavoro, non di misure che rischiano di frenare ulteriormente la crescita. I dati economici del 2025 sono purtroppo drammatici e dovrebbero indurre la maggioranza regionale ad aprire una seria riflessione sulle scelte compiute finora. Continuare a negare la realtà non aiuterà l’Umbria a uscire dalle difficoltà che sta vivendo”. RED/PG
