(Acs) Perugia, 20 dicembre 2014 - “Secondo le peggiori abitudini, la prossima scadenza elettorale regionale viene annunciata da marchette e operazioni discutibili”. Lo dichiara Franco Zaffini (capogruppo di Fratelli d'Italia all'Assemblea legislativa dell'Umbria) che, “dopo aver denunciato il curriculum ad assetto variabile per il posto di consigliere dell'Istituto zooprofilattico” punta il dito sulle modalità di svolgimento e sull'esito del concorso pubblico per la scelta del nuovo direttore amministrativo di Umbria Tpl e mobilità spa “individuato in una persona 'predestinata' fin dal cognome, dipendente regionale ex sessantunista (ossia assunta per la ricostruzione post sisma), attualmente in servizio con la qualifica di istruttore direttivo alle dipendenze del direttore Caporizzi, capo settore programmazione, innovazione e competitività della Regione ed anche presidente della stessa Umbria mobilità”.
Franco Zaffini rileva che “come se non bastasse, a selezionare la prescelta e gli altri concorrenti sono stati scelti Bufaloni, Bocci e Santucci (quest'ultimo presidente della finanziaria regionale Gepafin), tutti soggetti che hanno contribuito a redigere il famoso piano di rilancio dell'allora azienda unica del trasporto locale. Un piano passato alla storia per aver condotto l'azienda sull'orlo del fallimento in modo tale da doverla 'regalare' a Busitalia. Uno sciagurato esito – aggiunge – a cui, a onor del vero, ha indubbiamente contribuito l'inadempienza della Regione, che con la lettera del dicembre 2009, firmata dalla presidente Lorenzetti, aveva garantito 5,2 milioni di euro all'anno a Umbria mobilità. Una promessa elettorale (nella primavera del 2010 c'erano le regionali) che poi non è stata mantenuta, privando le casse di Umbria mobilità di circa 30 milioni di euro che ne avrebbero scongiurato la svendita a Busitalia”.
Zaffini prosegue sottolineando che a questo punto “inizio a comprendere, e provvederò a denunciare nelle sedi politiche e non solo, il perché si continui a ritardare l'attribuzione a Umbria mobilità della qualifica di agenzia regionale, producendo un danno economico, legato al mancato recupero dell'Iva, quantificabile in circa 800mila euro al mese. Una trasformazione, quella in Agenzia, proposta da me e dal collega Manlio Mariotti già alla fine di ottobre: prima riconosciuta urgente con votazione unanime dell'Assemblea regionale, poi sabotata e disattesa in Commissione dall'assessore Rometti”. Il capogruppo di Fratelli d'Italia conclude annunciando che “di fronte a questo ulteriore episodio, esce rafforzata la necessità di vigilare e di mantenere alta l'attenzione, da qui alla scadenza elettorale regionale, per evitare che altri concorsi strani ed assunzioni eccellenti abbiano a ripetersi”. RED/mp