(Acs) Perugia 30 dicembre 2011 – "Dopo aver incamerato soldi dai depositi cauzionali imposti agli utenti del servizio idrico, l'indebitata e inefficiente Umbra Acque Spa, pensa bene di risolvere i suoi problemi finanziari mettendo le mani in tasca ad oltre 5mila umbri, colpevoli, a suo giudizio, di aver realizzato a proprie spese e in casa propria un pozzo per attingere l'acqua.
Così Gianluca Cirignoni, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, commenta la “richiesta di pagamento che la società concessionaria della gestione del sistema idrico integrato degli Ato 1 e 2 ha inviato, sotto forma di bolletta, a tanti cittadini”.
Si tratta, aggiunge il consigliere, di un “atto arrogante, avventato ed oltretutto privo di solide basi normative. L'art. 154 del Dlgs 152 del 2006 riguardante la tariffa del servizio idrico integrato, dispone infatti che la tariffa è applicata dai soggetti gestori, nel rispetto della Convenzione e del relativo disciplinare; ma in nessun punto della stessa Convenzione è scritto che la quota fissa sia dovuta anche da chi non usufruisce del servizio acquedotto, ma solo di quello di depurazione e fognatura per il quale paga la relativa tariffa”.
Dopo aver esortato “i cittadini soggetti a questa vessazione, ad inviare, prima del 31 gennaio 2012, un reclamo scritto ad Umbra Acque Spa”, il consigliere fa presente che “la carta dei servizi, predisposta dal gestore e prevista dal disciplinare convenzionale sottoscritto nel 2003 dal gestore stesso e dall'allora Aato 1, prevede per Umbra Acque Spa precisi obblighi di trasparenza e puntualità nell'informazione che, non sembra siano stati rispettati verso i 5mila utenti che si sono visti recapitare la bolletta extra”.
Ci auguriamo - conclude il capogruppo della Lega Nord - “che gli ATO1 e 2, cui compete la determinazione delle tariffe da applicare all'utenza, vogliano quanto prima affrontare la questione facendo desistere il gestore da questa iniqua richiesta. Data l’importanza del servizio gestito invitiamo il gestore a pubblicare nel proprio sito internet i dati previsti dall’art 30 del disciplinare di convenzione concernenti: la gestione del servizio, le perdite di acquedotti e fognature e, in virtù del sacrosanto principio di trasparenza, i dati relativi ai dirigenti, quali i curricula vitae e retribuzione, nonché i tassi di assenza e di presenza di tutto il personale, aggregati per ciascun ufficio dirigenziale”. GC/gc