(Acs) Perugia, 29 settembre 2011 – “La mancata nomina di un rappresentante dell’Alta Umbria in sostituzione del consigliere dimissionario del Consiglio di amministrazione di Umbra Acque, dimostra la scarsa considerazione che alcuni hanno della zona più produttiva della Regione”: così in una nota il consigliere regionale Andrea Smacchi (PD).
“Ancora una volta – afferma Smacchi - logiche lontane dallo spirito democratico della equa rappresentatività territoriale hanno prodotto un mancato riequilibro che vedesse giustamente rappresentata l’Alta Umbria nelle fasi decisionali e gestionali di un bene comune come l’acqua. Devo tristemente constatare come un perverso campanilismo, associato ad una prova di forza tra impari, porti ad un risultato che anche il solo buon senso avrebbe dovuto far intuire. La mia non è una battaglia a favore di una parte politica bensì una questione di principio circa la considerazione che alcuni hanno di questa parte della regione. Riconoscere il giusto peso al territorio dell'Alta Umbria nel contribuire alla fornitura del bene primario acqua, sarebbe stato un gesto simbolico ma importante”.
“Ritengo - conclude Smacchi - che l’Alta Umbria, anche in virtù del suo valore rispetto all’intera economia regionale, non possa permettere più a nessuno di considerarla marginale e vittima sacrificale di scelte unidirezionali. L'Alta Umbria e i suoi 130mila abitanti vengono tagliati fuori per l'ennesima volta dalla legittima rappresentatività democratica a seguito di logiche da prima Repubblica che tutti, nessuno escluso, nei discorsi ufficiali tenuti davanti ai cittadini, dichiarano appartenere alla vecchia idea di politica”. RED/pg
