“Tutela della geografia giudiziaria umbra e salvaguardia dei Tribunali di Terni e Spoleto”
L’Aula approva all’unanimità la proposta di risoluzione proposta dalla Prima commissione di Palazzo Cesaroni
07 Mag 2026 19:05
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(Acs) Perugia, 7 maggio 2025 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la proposta di risoluzione “Tutela della geografia giudiziaria umbra e salvaguardia dei Tribunali di Terni e Spoleto” proposta dalla Prima commissione di Palazzo Cesaroni.
La proposta di risoluzione impegna la Giunta “a rappresentare nelle sedi istituzionali competenti, con una posizione unitaria e coerente, la necessità di salvaguardare l’attuale assetto della geografia giudiziaria umbra, tutelando la permanenza e il pieno funzionamento dei Tribunali di Terni e Spoleto, nonché della Corte d’Appello di Perugia, e promuovendo, ove necessario, il potenziamento delle relative piante organiche, al fine di garantire prossimità, efficienza e continuità dei servizi giudiziari sull’intero territorio regionale”.
RELATORI
Illustrando l’atto in Aula, il relatore di maggioranza Francesco Filipponi (Pd) ha detto che “la Prima commissione ha scelto una posizione chiara e condivisa, approvata all’unanimità, che va nella direzione della difesa dei diritti dei cittadini e dell’equilibrio istituzionale del territorio. Non si tratta solo di mantenere strutture esistenti, ma di garantire un sistema di giustizia vicino, efficiente e adeguato alle esigenze delle comunità umbre. L’atto trae origine da una mia mozione, firmata insieme a Maria Grazia Proietti, e da una mozione del consigliere Lisci, che richiama la proposta dell’Associazione Nazionale Magistrati in materia di riorganizzazione degli uffici giudiziari, in particolare, ipotizza la chiusura dei tribunali con organici inferiori a determinate soglie, tra cui rientrerebbe anche il Tribunale di Spoleto, che esercita la propria competenza su un bacino di 220mila abitanti e svolge funzioni di rilievo, tra cui l’attività dell’Ufficio di sorveglianza su istituti penitenziari di particolare complessità. La proposta nasce dalla considerazione della centralità dei presidi giudiziari locali: i Tribunali di Terni e Spoleto rappresentano un presidio essenziale di legalità, sicurezza e accesso alla giustizia per cittadini, imprese e territori. Ma anche da rischi legati a ipotesi di riorganizzazione: le proposte di revisione avanzate in ambito nazionale, anche sulla base di criteri meramente numerici, potrebbero determinare la soppressione o il ridimensionamento di uffici giudiziari strategici per l’Umbria. Senza dimenticare le esperienze pregresse: la riforma del 2012 ha già ridotto la presenza degli uffici giudiziari nella regione, lasciando attivi soltanto pochi tribunali. Ulteriori interventi rischierebbero di compromettere definitivamente l’equilibrio del sistema. Infine la tutela del principio di prossimità: la giustizia deve essere accessibile. La distanza fisica dagli uffici giudiziari comporta maggiori costi, tempi più lunghi e difficoltà concrete per cittadini e operatori. Poi ci sono le specificità del territorio umbro: la geografia giudiziaria non può essere valutata solo con parametri numerici, ma deve tener conto delle caratteristiche territoriali, infrastrutturali e sociali. Ringrazio del lavoro svolto in commissione tutti i commissari che hanno partecipato, ringrazio anche la consigliera Tesei per il contributo dato alla stesura di questa risoluzione unitaria”.
La relatrice di minoranza, Donatella Tesei (Lega) ha detto che “avevo chiesto al consigliere Filipponi di riportare in commissione la sua mozione che riguardava solo il tribunale di Terni perché volevo ragionare sul sistema generale umbro. La riforma del 2012 ci ha visti protagonisti di una battaglia per salvare il tribunale di Spoleto, che è propedeutico all’autonomia della Corte di appello di Perugia. Quindi il discorso riguarda tutta l'Umbria. A quella mozione si era aggiunta la mozione del consigliere Lisci proprio sul tribunale di Spoleto. Credo che siamo riusciti a fare un buon lavoro in commissione. Oggi però non possiamo dimenticare che la proposta viene dall’Associazione nazionale dei magistrati e non ha coinvolto per nulla il governo nazionale. Nel 2012 c’era una proposta di legge del governo. La proposta dell’Anm va respinta con forza. Anche perché nel governo non c’è alcuna intenzione di andare in questa direzione. Pensare ad altre riduzioni significherebbe svuotare di contenuti l'amministrazione della giustizia in questa Regione. Il governo ci ha offerto ampie rassicurazioni che non intende toccare le circoscrizioni, e in particolare quella dell'Umbria. Il passo successivo è assecondare le richieste dei tribunali sulla carenza di personale. Ringrazio il presidente Filipponi per la disponibilità”.
INTERVENTI
Laura Pernazza (FI): “Abbiamo lavorato unitariamente e convintamente ad un atto che ha posto rimedio ad una mozione che era parziale e si esprimeva solo sul tribunale di Terni. Abbiamo dato un’ulteriore apertura inserendo una mozione che era stata protocollata ma non calendarizzata. Quando ci saranno casi analoghi mi auguro che troveremo la stessa apertura. La mozione era parziale perché si era dimenticata di Spoleto. Non si citava la posizione del governo con le prese di posizione del sottosegretario Prisco e dell’onorevole Nevi. Vorrei sottolineare la differenza tra l’apertura della minoranza nel lavorare ad un testo condiviso e chi invece porta avanti posizioni unilaterali e punta a prendersi il protagonismo su cose che non c’erano”.
Francesco Filipponi (Pd): “La mozione in approfondimento in commissione era solo quella Filipponi-Proietti. La mozione Lisci non era in commissione. Abbiamo solo aggiunto un punto nelle premesse della proposta di risoluzione richiamando la mozione di Lisci, che era stata già depositata prima del Consiglio regionale del 22 aprile, quando abbiamo deciso di rinviare la nostra mozione in commissione. In commissione il lavoro congiunto ci ha portato a citare sia la mozione di Lisci che il lavoro fatto dalla consigliera Tesei. Sono riportate tutte le posizioni”.
Stefano Lisci (Pd): “il motivo per cui non abbiamo presentato la mozione insieme è che volevo dare merito al grande lavoro svolto nel 2012 dall’avvocato Domenico Benedetti Valentini per salvare il tribunale di Spoleto. L’intenzione era collaborare insieme per portare in Aula una mozione unitaria. Non ho posto alcun problema ad accorparle. A me interessa solo che le cose vadano bene e che venga dato il giusto riconoscimento a chi fece un ottimo lavoro per salvare il tribunale di Spoleto”. DMB/
