TRIBUNALI: “FORTI CRITICITÀ E SCARSA PRIVACY, CONDIZIONI A DIR POCO PRECARIE" – DOTTORINI (IDV) DOPO LA VISITA DI OGGI ALLA SEDE DI BALANZANO: “DISAGI E DISSERVIZI PER GLI OPERATORI DELLA GIUSTIZIA”

Il capogruppo regionale dell'Idv, Oliviero Dottorini fa sapere di essersi recato, stamani,  presso la sede di Balanzano che, da inizio ottobre, ha accorpato le ex sedi distaccate del tribunale di Perugia e di aver verificato disagi e disservizi per gli operatori della giustizia. Nel sottolineare che “se non si corre ai ripari, saranno i cittadini a subire i ritardi della riforma voluta da Pd e Pdl", Dottorini ricorda di aver proposto che la Regione Umbria sostenga il referendum, già sottoscritto da nove regioni d'Italia, che in questi giorni sta per essere depositato in Cassazione e che mira ad abrogare la riforma della geografia giudiziaria. Per Dottorini, tuttavia, la cosa più urgente  è quella di utilizzare a servizio del tribunale, per un periodo non superiore a cinque anni, gli immobili di proprietà dello Stato o dei Comuni, qualora sussistano specifiche ragioni organizzative o funzionali”.

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18 Ott 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 18 ottobre 2013 - “Le condizioni in cui operano gli avvocati e i praticanti nella nuova sede di Balanzano risultano a dir poco precarie e in alcuni casi non appare tutelata la privacy dei cittadini. Camere di passaggio trasformate in aule di giustizia, udienze che dovrebbero avvenire a porte chiuse e che invece si svolgono davanti a tutti, stanze contenenti archivi e faldoni giudiziari del tutto prive di controlli e di tutela della riservatezza”.  Così, Oliviero Dottorini (capogruppo Idv) dopo la visita di questa mattina presso la sede di Balanzano che, da inizio ottobre, ha accorpato le ex sedi distaccate del tribunale di Perugia, descrive la situazione riscontrata, evidenziando anche “un malessere diffuso tra gli avvocati e i praticanti, costretti ad operare in condizioni obiettivamente poco consone. È chiaro – aggiunge - che questa situazione, oltre a un probabile allungamento dei tempi nei procedimenti in corso, sta causando un disagio pesante agli operatori della giustizia che quasi ogni giorno devono spostarsi verso le sedi di Perugia per ogni minima consultazione di pratica o per depositare anche il più semplice degli atti".

"Abbiamo avuto modo - continua il capogruppo Idv - di toccare con mano le difficoltà e i disagi che ogni giorno devono affrontare avvocati e praticanti legali: la difficile, se non impossibile, garanzia di privacy durante lo svolgimento delle udienze, cinque dei sette computer non ancora connessi alla rete e la mancanza di collegamenti pubblici con la sede di Balanzano. È probabile, ce lo auguriamo, che la situazione andrà migliorando nelle prossime settimane, ma quanto sta avvenendo in questi giorni è da considerare non degno di un paese civile, nonostante lo sforzo e l’ammirevole senso di responsabilità con cui operatori e dipendenti stanno garantendo la prosecuzione delle attività. La riforma della geografia giudiziaria voluta da Pd e Pdl – rimarca - sta ottenendo l'effetto contrario rispetto ai propositi enunciati: invece di semplificare, complica, piuttosto che accorciare i tempi della giustizia, rischia di ingolfare l'intero sistema giudiziario, con risvolti economici tutt'altro che confortanti. Per questo - aggiunge Dottorini - abbiamo proposto che la Regione Umbria sostenga il referendum, già sottoscritto da nove regioni d'Italia, che in questi giorni sta per essere depositato in Cassazione e che mira ad abrogare la riforma della geografia giudiziaria. La cosa più urgente tuttavia è attivare quanto previsto dall'articolo 8 del decreto legislativo 155, che consente di utilizzare a servizio del tribunale, per un periodo non superiore a cinque anni, gli immobili di proprietà dello Stato o dei Comuni, qualora sussistano specifiche ragioni organizzative o funzionali”.

Per Dottorini, che nella nota fa riferimento anche alla sua carica di presidente di "Umbria migliore",  “in questo modo verrebbe concesso il tempo necessario perché le nuove procedure telematiche siano completate e possano agevolare tutte le operazioni che oggi richiedono spostamenti e attese inaccettabili, evitando di restare immobili e lasciare che i cittadini subiscano in silenzio le conseguenze nefaste di questa presunta riorganizzazione. Oltretutto – conclude - i presupposti di un fantomatico risparmio nei costi nella chiusura delle sedi distaccate, non riguarda casi come quello di Città di Castello o di altri comuni dell’Umbria, che hanno già messo a disposizione sedi in uso gratuito, senza ulteriori costi aggiuntivi". RED/as

Foto: goo.gl/w2i2nJ  

Ultimo aggiornamento: 19/10/2013