(Acs) Perugia, 14 ottobre 2011 – “Un centrosinistra che se la canta e se la suona intorno al problema della sezione distaccata del Tribunale tifernate ed un centrodestra umbro che ottiene risultati concreti: questo il dato ineludibile del dibattito di questi giorni, che palesa una manifesta ignoranza in materia o peggio una evidente malafede nel non riconoscere i meriti del senatore Domenico Benedetti Valentini, il quale ha ottenuto in sede di discussione della manovra un risultato concreto e assai poco pubblicizzato”. Così commenta le vicende relative al Tribunale di Città di Castello il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl).
“Partendo dal presupposto che in un periodo di vacche magre si assiste ad una contrazione di tutti i servizi – spiega Lignani - e che tante sono le emergenze stringenti, giova ricordare che la recente manovra di agosto, di fatto instaurava l'iter per l'eliminazione di tutte le sezioni distaccate e dei tribunali minori (in Umbria, Orvieto e Spoleto). L'intervento del senatore Benedetti Valentini, che già nelle passate legislature si era battuto in tal senso, visto che non è la prima volta che si ventila l'ipotesi di chiudere le sezioni distaccate, riusciva a cassare dalla manovra la soppressione, dando al Governo una delega per la riorganizzazione da esercitare entro un anno. Ci vuole poco a comprendere che con l'attuale panorama politico qualsiasi Governo, attuale o futuro, sarà impegnato in ben altri fronti in materia giudiziaria e che detta delega ben difficilmente sarà utilizzata. Rischi invece potrebbero venire da eventuali manovre aggiuntive che potrebbero verificarsi per una ulteriore necessità di restringere la spesa pubblica, ma questo inciderebbe anche in altri servizi”.
“Credo quindi – conclude Lignani Marchesani - che le attuali mobilitazioni debbano essere finalizzate piuttosto a richiedere parametri oggettivi in una futura razionalizzazione come, ad esempio, incidenza demografica, carico giudiziario e vicinanza al Tribunale di riferimento. Con questi parametri oggettivi ci si sottrarrebbe alla logica dei Santi in paradiso e sicuramente altre sezioni distaccate umbre dovrebbero essere soppresse prima di Città di Castello”. RED/pg