TEST ANTIDROGA NELLE SCUOLE: SARÀ LA COMMISSIONE TOSSICODIPENDENZE AD APPROFONDIRE LA PROPOSTA CONTENUTA NELLA MOZIONE DI MONACELLI (UDC) – IL DIBATTITO E LA DECISIONE DI NON PROCEDERE AL VOTO IN AULA
Il Consiglio regionale su proposta del presidente Eros Brega ha deciso di non mettere ai voti il testo della mozione, presentata da Sandra Monacelli, capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni, per impegnare la Giunta ad organizzare attività di prevenzione compreso il ricorso a test antidroga da effettuare sugli studenti, in accordo fra istituzioni, scuola e famiglie. Sarà la Commissione sulle tossicodipendenze ad approfondire l'argomento da tutti ritenuto meritevole di attenzione, ma anche carico di rischi e di ricadute nei confronti della privacy e dei diritti degli stessi studenti.
10 Lug 2012 01:00
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(Acs) Perugia, 10 luglio 2012 – L'ipotesi di mettere in atto strumenti di prevenzione contro l'uso di sostanze stupefacenti fra i giovani, compresa la possibilità di prevedere test antidroga obbligatori nelle scuole superiori dell'Umbria, contenuta nella mozione a firma del capogruppo Udc Sandra Monacelli, verrà discussa ed approfondita all'interno della Commissione regionale sulle tossicodipendenze, presieduta da Luca Barberini.
Lo ha deciso il Consiglio regionale, senza mettere l'atto ai voti su proposta del presidente Eros Brega, al termine di una discussione generale che da un lato ha evidenziato l'esistenza del problema e la necessità di dare risposte da parte delle istituzioni; ma anche la necessità di approfondire l'argomento per la sua intrinseca complessità dell'argomento, per le implicazioni che comporterebbe l'uso di test condizionanti nei confronti degli stessi ragazzi e dei loro diritti e, sopratutto, la presenza della Commissione regionale sulle tossicodipendenze che da qualche mese sta approfondendo la conoscenza sul più vasto tema delle tossicodipendenze in Umbria.
Illustrando all'Aula il testo della sua mozione Sandra Monacelli che rispetto al mancato voto sul documento ha espresso soddisfazione del contributo dato al dibattito - precisando che “sarebbe mancato il coraggio di votare contro” - ha ricordato le raccomandazioni del Consiglio d'Europa sulla necessità di contenimento del fenomeno droga, perché le politiche fin qui adottate non hanno prodotto i risultati attesi. Che per arginare il fenomeno serve una azione più coordinata e il coinvolgimento di tutte le istituzioni, compresa la scuola. Nel merito, ha ricordato, c'è stato un appello del dirigente scolastico regionale che denuncia il continuo diffondersi della droga fra gli studenti, in contrapposizione ed a pochi mezzi della stessa scuola.
“La stessa UE – ha spiegato Monacelli - nei suoi documenti attesta che fra i giovani si fa un alto uso di cocaina ed il 21 per cento dei giovanissimi ha provato la cannabis, come dimostrazione che proprio in età adolescenziale è ormai scomparsa ogni distinzione fra le droghe più o meno pericolose. La stessa UE però afferma che la prevenzione scolastica che in Italia non si fa dà risultati, sia in termini di ritardo che di minor esposizione al fenomeno. Si tratta dunque di coinvolgere scuole, famiglie ed istituzioni, anche con l'insegnamento di materie specifiche da inserire nei programmi scolastici. Ma in ultimo - ha precisato la Monacelli - servono anche iniziative scomode e forse impopolari, come i test antidroga per gli alunni di tutte le scuole, a partire da quelle superiori. Non per smascherare qualcuno, ma come supporto di conoscenza”. Le famiglie non possono ignorare una vita parallela dei propri figli e magari scoprirla in modo drammatico. Le istituzioni su questo devono avere un ruolo attivo e collaborativo. I test dovranno essere sottoposti a valutazione scientifica”.
A difesa della propria iniziativa e della crescente attenzione che c'è anche a livello nazionale sul problema droga e giovani, Monacelli ha ricordato che la notizia della sua mozione, “dopo essere rimbalzata sull’Ansa, è stata rilanciata da 30 siti web nazionali, tra i quali il Corriere della Sera, il Secolo XIX, la Stampa, Repubblica, una serie di giornali di provincia, da Varese News, alla Provincia di Lecco, al Corriere del Mezzogiorno”.
Il Dibattito
Luca Barberini (Pd) Presidente della Commissione regionale sulle tossicodipendenze: “La mozione e ha il pregio di affrontare il nodo del problema, ma anche il difetto di proporre soluzioni prima ancora di conoscere il fenomeno. Ritengo prematuro trarre conclusioni oggi, prima del lavoro della Commissione che presiedo che si è proposta di approfondire e conoscere il fenomeno prima di assumere decisioni. Per questo propongo di rinviare la mozione dopo le conclusioni della commissione, proprio perché per decidere occorre conoscere.
No si può ignorare che è attiva una commissione di inchiesta sul fenomeno tossicodipendenze in Umbria, E' partita dopo un avvio travagliato dovuto al cambio di presidente e ad u certo atteggiamento da Aventino di alcuni colleghi. Ma adesso da 45 giorni la Commissione che presiedo opera ed ha contatti con chi vive quotidianamente con questo mondo (scuole, Asl, etc. ). Fino al mese di settembre continueremo ad approfondire il tema. Anche il dirigente scolastico ha lanciato un forte grido di allarme. Ma ci ha suggerito di approfondire ricordandoci che si può collaborare tutti insieme con il mondo della scuola e delle istituzioni.
Gianluca Cirignoni (Lega Nord): “La mozione ha il merito di portare in aula il problema drammatico della droga. Credo però che il testo non tenga conto dei risvolti e degli effetti sulla privacy e sui diritti civili dei minorenni che potrebbe avere su tanti giovani. Prima di sottoporla al voto in effetti è più giusto che venga approfondita nell'ambito della Commissione. Dobbiamo chiederci tante cose, a partire dalla organizzazione mafiosa che presiede alla distribuzione della droga. Al coinvolgimento anche di alcuni cittadini umbri.
Il dispositivo della mozione è così importante che non può prescindere da un passaggio di approfondimento in Commissione tossicodipendenze.
Maria Rosi (Pdl): “Ringrazio la collega per la mozione che affronta un problema sul quale da anni mi sto impegnando. Io sono però convinta che bisogna andarci con i piedi di piombo sopratutto nei rapporti con la scuola. Negli Usa i test antidroga effettuati hanno dimostrato che non servono a prevenire, ma a rinforzare i legami fra scuola e genitori. Attenzione anche ai diritti del fanciullo alla sua privacy, tutelate da leggi e convenzioni. Chiedo comunque al presidente della Commissione di approfondire l'argomento. Oggi nessuno di noi ha gli strumenti per dire ci essere favorevole ai test antidroga. Per cui invito Barberini a portare la mozione in Commissione e ad acquisire il parere di esperti pedagoghi prima di decidere”.
Orfeo Goracci (Comunista umbro): “Sono contrario alla proposta dei test e parlo anche da operatore scolastico e genitore. Diventerebbero elementi di ghettizzazione, di chiusura al dialogo e anche una forma di proibizionismo d'altri tempi. Non mi sembra una risposta al problema e credo che alche la proponente abbia qualche dubbio sui test. Lo dimostra, in fondo alla mozione, quando suggerisce di valutare l'efficacia degli stessi test. Mi chiedo anche perché scegliere una età invece di un'altra. Attenzione a non condizionare i ragazzi che a volte si sentono emarginati per molto meno. Non serve avere la fotografia di quanti ragazzi fanno uso di8 droghe.
Eros Brega (Presidente del Consiglio regionale), prima di mettere la mozione al voto e preso atto degli interventi, ha proposto di sospendere l'esame invitando il presidente della Commissione sulle tossicodipendenze Luca Barberini ad iscrivere l'argomento alla prima seduta della Commissione. GC/gc
