(Acs) Perugia, 24 gennaio 2019 - La Terza commissione, presieduta da Attilio Solinas, ha ascoltato questa mattina a Palazzo Cesaroni i rappresentanti del Laboratorio di diagnostica per i beni culturali di Spoleto (http://www.diagnosticabeniculturali.it/). L’incontro con Pierre Marie Gruet (presidente laboratorio), Vittoria Garibaldi, Pio Baldi, Loredana Zaccari, Manuela Vagnini e Michela Azzarelli era stato richiesto dal consigliere regionale Valerio Mancini (Lega), che in apertura di seduta ha evidenziato la necessità di “avere chiarimenti sul futuro di una struttura che svolge un lavoro molto importante e racchiude un patrimonio di relazioni e di esperienza. Il Laboratorio ha potenzialità ancora inespresse da valorizzare, in termini umani, professionali ed anche tecnologiche. Si tratta di una struttura unica in Italia e se quel patrimonio verrà dilapidato interesserò la Corte dei conti. La Regione deve attivarsi per sensibilizzare gli altri soci (Ministero, Comune di Spoleto e Università di Perugia) affinché vengano fornite certezze sulla prosecuzione della preziosa attività svolta dal Laboratorio”.
I rappresentanti del Laboratorio hanno evidenziato le principali criticità che la struttura si trova ad affrontare e che riguardano essenzialmente la natura giuridica di associazione non riconosciuta, l’instabilità del personale, il ruolo dei quattro soci pubblici, la possibilità di dare risposte alle molte richieste di collaborazione da importanti centri di ricerca, enti pubblici e realtà culturali regionali e nazionali.
Il Ministero, è stato spiegato, ha riconosciuto il Laboratorio come centro di eccellenza già nel 2007. Negli anni la struttura si è occupata di importanti interventi di analisi preliminare al restauro su molte opere d’arte, tra cui quelle che erano rimaste nei depositi in seguito ai terremoti del 1979 e del 1997. Il Laboratorio risulta inoltre abilitato a supportare i musei regionali nelle procedure di accreditamento al nuovo Sistema museale nazionale. La prosecuzione di tutto ciò sarebbe però messa a rischio dalla mancanza di certezza amministrativa e dalla precaria condizione dei collaboratori, il cui contratto scadrà alla fine di gennaio 2019.
Il rappresentante dell’assessorato regionale, Mauro Pianesi, ha spiegato che “la Regione ha stanziato 4milioni di euro per il laboratorio mentre dovrebbe essere il Ministero a finanziare la diagnostica, che è propedeutica ad ogni intervento di restauro. È in atto un confronto con il Ministero per sondare le possibilità di rilancio del Laboratorio”.
Al termine dell’incontro la Commissione, su proposta del presidente Solinas, ha deciso di stilare una mozione urgente per chiedere alla Regione e al ministero per i Beni e le attività culturali di “intervenire per salvaguardare questa eccellenza umbra ed evitare che il patrimonio strumentale e professionale venga disperso”. Attilio Solinas ha auspicato infine “un celere incontro con la presidente della Giunta regionale al fine di ottenere rassicurazioni sul futuro del Laboratorio. Serve un riconoscimento giuridico strutturato del Laboratorio e fondi da prevedere nell’ambito dei finanziamenti per la ricostruzione post sisma delle quattro Regioni del Centro Italia. Andrebbe inoltre previsto un tavolo di concertazione tra Regione, Ministero e Comune di Spoleto per coinvolgere tutti i soci nel sostegno finanziario del Laboratorio. Esso, tramite l’azione del Ministero, dovrebbe diventare un riferimento nazionale per l’analisi delle opere d’arte dell’intero territorio italiano, non essendoci altre strutture con tali apparecchiature competenze”. MP/