TERZA COMMISSIONE: PARERE FAVOREVOLE A MAGGIORANZA SULLA NORMA FINANZIARIA DELLA LEGGE SULLE POLITICHE DI GENERE – L'ATTO ANDRÀ IN AULA PER IL VOTO DELL'ASSEMBLEA

E' arrivato stamani il via libera definitivo della Terza commissione al disegno di legge “Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini”, con l'approvazione dell'unico articolo mancante, quello relativo alla norma finanziaria. Adesso la parola finale spetta all'Aula di Palazzo Cesaroni. In commissione favorevoli Stufara (Prc), Buconi (Psi), Mariotti e Cintioli (PD), contrari  Nevi e Valentino (FI) e Zaffini (FDI), astenuto Smacchi (PD).

Data:

17 Mar 2015 00:00

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(Acs) Perugia 17 febbraio 2015 – Dopo avere espresso, due settimane fa, parere favorevole a maggioranza sull'articolato del disegno di legge inerente le politiche di genere (“Norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini”), la Terza commissione ha dato l'ok, sempre a maggioranza (contrari Nevi e Valentino-FI e Zaffini-FDI, astenuto Smacchi-PD), all'ultimo articolo ancora da approvare, quello sulla norma finanziaria.

Restava da chiarire come e quando le imprese che assumono donne avrebbero potuto beneficiare degli incentivi previsti dalla legge (articolo 21 della stessa). Con l'ultimo aggiustamento tecnico, è stata definita la “decorrenza dell'efficacia a partire dall'esercizio finanziario 2016”. Nella norma finanziaria sono state quindi superate anche le criticità rilevate per gli articoli 30 e 49, inerenti il Fondo regionale di conciliazione e le poste per il Bilancio di genere, con il differimento all'esercizio del prossimo anno.

Grazie al parere favorevole espresso dai consiglieri Stufara (Prc), Buconi (Psi), Mariotti e Cintioli (PD), l'atto andrà in Aula per il voto conclusivo dell'Assemblea legislativa nell'ultima seduta consiliare di fine legislatura.

SCHEDA
Con questo atto la regione intende costruire un quadro giuridico di riferimento alle diverse azioni finalizzate a garantire pari opportunità e formare una adeguata politica di genere, anche in sintonia con i prevalenti orientamenti comunitari. L'obiettivo è quello di “ridurre le contraddizioni esistenti tra un modello sociale ed economico pensato sostanzialmente al maschile e le iniziative per le pari opportunità”.
La Regione riconosce il valore della differenza e della libertà femminile e si propone di promuovere nuove forme di convivenza, più giuste e rispettose delle differenze, basate sul principio dell'interdipendenza che lega tra di loro gli esseri umani e questi agli altri esseri viventi, alle risorse naturali, produttive e culturali, in un'ottica di condivisione delle responsabilità tra i sessi e le generazioni e nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità. La condivisione delle responsabilità tra i sessi e le generazioni è riconosciuta e fondata sul principio di equità di distribuzione del potere e delle risorse. Quindi la Regione riconosce il valore delle conoscenze, delle esperienze e delle competenze femminili e promuove il trasferimento e lo scambio di buone pratiche prodotte dalle donne nelle professioni, nella ricerca, nell'attività culturale e imprenditoriale, nella solidarietà e nel volontariato. Verrà adottato il principio delle trasversalità delle politiche di genere in tutte le politiche pubbliche regionali con particolare riferimento ai settori dell'istruzione, del lavoro, della formazione, delle attività economiche, del welfare e della sanità. Tali disposizioni costituiranno principio per le politiche pubbliche regionali di settore e per le azioni del sistema amministrativo regionale.
Sarà istituito l'ARCHIVIO DELLE COMPETENZE DELLE DONNE, nel quale verranno inseriti i curricula delle donne con comprovate esperienze di carattere scientifico, culturale, artistico, professionale, economico e politico che lavorano o risiedono in Umbria. Presso il Centro per le pari opportunità sarà istituito un ALBO REGIONALE DELLE ASSOCIAZIONI E DEI MOVIMENTI FEMMINILI E FEMMINISTI, al quale potranno iscriversi le associazioni, i movimenti e le organizzazioni femminili e femministe, le cooperative no profit, di genere, che hanno sede in Umbria e il cui statuto prevede attività finalizzate alla promozione di una cultura che favorisca relazioni rispettose della differenza tra donne e uomini apparternenti a generazioni, culture e religioni diverse. L'iscrizione all'albo è necessaria per ottenere contributi regionali e fruire di progetti e iniziative.
La Regione convocherà almeno due volte per legislatura gli STATI GENERALI DELLE POLITICHE DI GENERE, per supportare la programmazione, proporre, monitorare e verificare le politiche di genere dell'intero sistema regionale.

Tra le azioni di sistema specifiche, la legge è fortemente accentuata sul DIRITTO ALLA SALUTE DELLE DONNE: la regione favorisce la libertà di scelta sui luoghi dove partorire e sull'organizzazione assistenziale e sanitaria dell'evento, garantisce le condizioni di assistenza alle gestanti che richiedono il PARTO A DOMICILIO e promuove la realizzazione delle CASE MATERNITÀ, strutture di accoglienza extraospedaliera che offrono un ambiente idoneo allo svolgersi dell'evento in una dimensione logistica e psico-relazionale riconducibile al parto a domicilio. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta definirà criteri e modalità attuative del percorso nascita.
CONTRASTO ALLA VIOLENZA: la regione assicura il diritto alla protezione, accoglienza, sostegno e soccorso alle donne vittime di violenza maschile e ai loro figli minori, promuove un sistema di servizi di prevenzione e contrasto alla violenza maschile formato dal CPO, dai centri antiviolenza, dai punti di ascolto e dai punti di emersione, tra cui i punti di accoglienza qualificati nelle aziende ospedaliere. Viene istituito anche, presso il Cpo, l'OSSERVATORIO REGIONALE SULLA VIOLENZA DEGLI UOMINI CONTRO LE DONNE, per effettuarne il monitoraggio mediante la raccolta, l'elaborazione e l'analisi dei dati forniti dai centri antiviolenza.
ISTRUZIONE: LA Regione favorisce, in tutte le scuole, percorsi di riflessione sulla differenza di essere donne e uomini e sulla costruzione di sé, anche attraverso percorsi di sperimentazione, sollecitando una ridefinizione delle discipline, dei  libri di testo, dei programmi scolastici e una didattica fondata sulla valorizzazione della differenza di genere. Per realizzare tali obiettivi sono previsti protocolli d'intesa con i soggetti competenti in materia di servizi educativi e scolastici.
LAVORO: la Regione riconosce il sistema regionale di servizi per il lavoro come riferimento territoriale per l'informazione, l'orientamento e l'erogazione di misure di politica attiva a favore delle disoccupate e inoccupate e dei disoccupati e inoccupati iscritti ai servizi medesimi. Previste misure di premialità per le imprese che assumono, di sostegno all'imprenditoria femminile e di formazione professionale.
Per quanto riguarda la norma finanziaria si farà riferimento al bilancio 2016. PG/

Ultimo aggiornamento: 17/03/2015