(Acs) Perugia, 20 settembre 2016 - “L'Esecutivo regionale spieghi se ha ufficialmente informato Governo, Protezione Civile e Commissario dell’esistenza di 730 moduli abitativi provvisori in Umbria e se abbia certificato formalmente i costi e i benefici legati a un immediato spostamento di parte di esse nelle zone oggi colpite dal sisma”. Lo chiede, con una interrogazione a risposta immediata (question time), il consigliere Andrea Liberati (Movimento 5 Stelle). Nell'atto ispettivo Liberati spiega che il riutilizzo dei moduli impiegati nel post sisma del 1997 permetterebbe di “conseguire significativi risparmi in favore dello Stato, inferendo rapido sollievo alle famiglie interessate, evitando lo spopolamento delle comunità”.
Liberati spiega di aver “verificato sul campo e documentalmente che il numero di casette demolite è bassissimo, mentre di chalet disponibili e funzionali se ne osservano a centinaia tra Foligno, Sellano, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, con onerosa manutenzione a carico dei Comuni interessati, tanto che svariate decine di abitazioni di legno sono pure abitate a vario titolo. La realtà – sottolinea il capogruppo M5S – evidenzia come la realtà sia ben diversa da quanto dichiarato dalla presidente Catiuscia Marini nel corso della passata seduta dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, riferendo che quei moduli 'sono stati demoliti perché al termine di un fenomeno non sono più utilizzabili'”.
Andrea Liberati evidenzia che “pur non disponendo di potere ordinatorio in tema di moduli abitativi provvisori, la Regione Umbria può e deve sostenere l'urgenza dell'installazione delle abitazioni temporanee in legno già presenti in Umbria nell'ambito dell'interlocuzione istituzionale già intrapresa tra Regione stessa, Commissario e Protezione Civile. E in in Umbria esistono già nella stessa Norcia aree urbanizzate pressoché pronte a ospitare subito le casette di legno che giacciono numerose e inutilizzate in varie zone dell'Umbria”. MP