(Acs) Perugia, 17 novembre 2010 - “Alla faccia tosta non c'è limite: l'assessore regionale all'agricoltura Cecchini, di cui non vogliamo disconoscere l'impegno, si attribuisce l'esclusività di meriti non suoi, se non in quota parte e marginale, come i colleghi della delegazione del Consiglio regionale a Bruxelles sanno bene e possono testimoniare, se in buona fede”. Il consigliere regionale del Pdl e vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Andrea Lignani Marchesani, interviene in merito alla vicenda dell'accordo sulla tabacchicoltura umbra e spiega che la misura agroambientale che ha permesso “i 999 euro ad ettaro è stata seguita attentamente dal vicepresidente della Commissione Europea Tajani, d'intesa con il Governo italiano, nonostante la proposta umbra fosse difficilmente sostenibile”.
“Come noto – spiega Lignani Marchesani - la misura agro ambientale è un contributo di investimento a difesa dell'ambiente e avere come soggetto esclusivo il tabacco è, in un contesto fortemente antitabagista come la UE, quanto meno irrituale. Pensare che l'Umbria possa vincere da sola una partita – aggiunge - fa semplicemente sorridere ma comprendiamo lo spirito dell'Assessore che, dopo aver promesso in campagna elettorale mari e monti, ora cerca di scaricare altrove la propria impotenza. L'assessore – sottolinea Lignani - sa bene che la misura minima di sussistenza era stata fissata dai produttori umbri ad inizio anno ad almeno 1600 euro all'ettaro, e sbandierare come una vittoria quella che è una sua sconfitta non è responsabile”.
L’esponente del Pdl spiega poi che il centrodestra “non ha mai avuto difficoltà a denunciare pubblicamente un atteggiamento negativo del precedente Ministro per le Politiche agricole (nel 2009 furono privilegiate le quote latte di matrice leghista all'interesse nazionale del tabacco), ma non si può tacere sulle responsabilità dell'accoppiata Prodi-De Castro che hanno svenduto la coltura del tabacco sull'altare del disaccoppiamento e sono stati fonte prima di guai per l'intera filiera”.
“Sicuramente – conclude Lignani Marchesani - non faremo mancare l'impegno per spuntare un prezzo di mercato più favorevole, ma se veramente si vuole salvare il salvabile (già ci sono difficoltà per i produttori che ricevono erogazioni dietro investimenti e non più come contributo) occorre prima di tutto onestà intellettuale e condivisione di meriti e responsabilità”. RED/