TABACCO: “LA PHILIP MORRIS TENGA FEDE ALL’IMPEGNO PRESO E LE ISTITUZIONI SI ADOPERINO PER DETERMINARE CONDIZIONI DI AGIBILITÀ ALLA PRODUZIONE” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (PDL)

Occorre un impegno preciso da parte delle istituzioni regionali nel favorire un accordo serio con le multinazionali che consenta la prosecuzione delle attività di tabacchicoltura nella filiera umbra”: lo sostiene il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl), il quale ricorda che “Philip Morris aveva annunciato la volontà di prolungare per tre anni gli impegni presi sulle quantità da acquistare in Umbria”.

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23 Nov 2012 00:00

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(Acs) Perugia, 23 novembre 2012 – Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) interviene sulle difficoltà che sta attraversando la filiera del tabacco umbro, rimarcando che, in sede ministeriale, la multinazionale Philip Morris aveva annunciato la volontà di prolungare per tre anni gli impegni presi sulle quantità da acquistare. Lignani Marchesani chiede quindi un deciso impegno da parte delle istituzioni regionali nel favorire un serio accordo con le multinazionali.


 

Non c’è alcun dubbio – sostiene Lignani - che la filiera ed in particolar modo i produttori del tabacco debbano essere sostenuti in questa difficile contingenza sociale. Troppi i rischi di depressione economica e di perdita di posti di lavoro per le zone ad alta vocazione tabacchicola dell’Umbria. E’ purtroppo vero che, come detto a suo tempo, le passerelle mediatiche non servono. Nel corso dell’anno ben due volte si sono svolte al Centro servizi di Cerbara due affollate pubbliche riunioni con l’annunciata presenza del Ministro Catania che, ad oggi, hanno prodotto ben poco. Nella prima il Ministero sostanzialmente non poté che ribadire l’impossibilità formale di incidere sui prezzi di mercato. Nella seconda, lo scorso 6 ottobre, Philip Morris per bocca del suo Amministratore delegato Eugenio Sidoli, prese l’impegno di un’integrazione fissa una tantum ed il prolungamento per un triennio degli impegni presi in sede ministeriale sulle quantità da acquistare. Ad oggi devono seguire i fatti alle parole, anche in stile patriottico dell’ad, visto che i produttori stanno nella più completa incertezza sull’adeguamento dei prezzi”.


 

Non vorremmo – prosegue il consigliere regionale - che l’integrazione una tantum fosse parametrata su prezzi di partenza talmente bassi da renderla poco più che virtuale ed anche se i Governi non possono, per loro stessa natura, incidere sui mercati, possono altresì favorire condizioni politiche che favoriscano accordi con le multinazionali. In sostanza – conclude - occorrono azioni serie da parti delle Istituzioni e occorre porre fine a manifestazioni che servono da vuota pubblicità e promozione ai soliti noti, senza produrre niente di concreto. La filiera deve sì essere corta e con elevati standard qualitativi, ma ha il diritto di avere certezze, deve sopravvivere e non può essere certo di consolazione politica la figuraccia cui rischiano di esporsi governo nazionale e regionale. Per questo opereremo con il massimo impegno ed unità di intenti per favorire una soluzione”. RED/pg

Ultimo aggiornamento: 23/11/2012