“Studio sulle cinque aree idonee alla localizzazione del nuovo ospedale”

Audizione a Terni della Terza commissione per la presentazione del documento tecnico. Presenti la presidente Proietti, l’assessore De Rebotti e i capigruppo comunali

Data:

02 Feb 2026 18:05

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(Acs) Perugia, 2 febbraio 2026 – La Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell'Umbria, presieduta da Luca Simonetti, si è riunita questa mattina a Terni per la presentazione dello studio sulle “Aree idonee alla localizzazione del nuovo ospedale”, i cui contenuti sono stati presentati ai commissari durante una precedente seduta (https://tinyurl.com/aree-idonee-terni). All’incontro hanno preso parte la presidente della Giunta, Stefania Proietti, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, il direttore della Azienda ospedaliera di Terni, Andrea Casciari, i capigruppo del Consiglio comunale di Terni.

GLI INTERVENTI DEI CONSIGLIERI COMUNALI

Il capogruppo di FdI e primo firmatario della richiesta di audizione, Roberto Pastura, ha evidenziato che “lo studio tecnico sulle aree idonee ha diviso la città e lasciato molti punti interrogativi”. Pastura ha rimarcato che il nuovo ospedale dovrà rimanere un Dea di secondo livello e dovrà avere una struttura modulare e flessibile. Andranno previste specifiche risorse regionali, come avvenuto per analoghe strutture della provincia di Perugia e la scelta del luogo dovrà rappresentare l’ultima delle valutazioni da fare e non la prima.

Vladimiro Orsini (Lista Masselli Sindaco) ha ricordato che “è almeno dal 2009 che si parla della realizzazione del nuovo ospedale ed è ora di definire un percorso concreto che porti alla sua costruzione”. Orsini ha chiesto che venga definito il ruolo della sanità ternana in ambito regionale e che tra Regione e Comuni si instauri un reciproco e rispettoso riconoscimento. Dovranno essere definiti con chiarezza i fondi nazionali e regionali a disposizione ed anche il motivo delle alte stime sui costi contenuti nello studio.

Per il capogruppo del Pd, Pierluigi Spinelli (Pd): “La questione economica è fondamentale ma Terni deve ricevere le stesse attenzioni e le stesse risorse delle altre città”. Spinelli ha chiesto di evitare divisioni e di cercare soluzioni concrete, partendo dalle 5 ipotesi contenute nel documento. Tenendo presente che, in ogni caso, dovrà essere pensato il futuro utilizzo delle strutture di Colle Obito (attuale sede dell’ospedale).

Massimo Francucci (Alternativa popolare) ha rimarcato che “i ternani hanno diritto ad un ospedale moderno e al passo coi tempi. Va superato lo squilibrio con Perugia, dove gli ospedali nuovi e le cliniche private ci sono”. Francucci ha messo in evidenza le molte e gravi criticità del vecchio ospedale chiedendo fondi pubblici e tempi celeri per quello nuovo. Ed ha chiesto perché il documento abbia visto l’esclusione dei tecnici del Comune di Terni. Se venisse scelta una nuova sede, ha rilevato, verrebbero vanificati gli interventi di ammodernamento effettuati sulla attuale struttura, andrebbe realizzata una nuova sede universitaria e bisognerebbe riprogettare il quartiere. Proporre sedi alternative con costi non sostenibili servirebbe dunque solo a dividere la città.

Per il capogruppo di FI Francesco Maria Ferranti (FI) “il Comune di Terni deve essere il primo interlocutore della Regione, a prescindere da chi lo amministra. L’ospedale oggi funziona ed ospita professionisti di valore, come dimostra la mobilità attiva che viene generata”. Ferranti ha ricordato che la questione dell’ospedale è aperta da tempo ma solo ora viene affrontata. È quindi tempo di porre le basi concrete per la realizzazione di un ospedale adeguato per la seconda città dell’Umbria.

Per il Gruppo Misto, Roberta Trippini ha posto l’attenzione sul “patrimonio umano di professionisti che ha l’ospedale Santa Maria e Terni orgogliosi della loro storia sanitaria” e Orlando Masselli ha evidenziato “l’opportunità di avere un nuovo ospedale che è stata persa nella scorsa Legislatura regionale, per motivi economico-finanziari. Bisognerebbe riprendere il vecchio project financing o predisporne un altro per arrivare davvero al nuovo ospedale”.

Il capogruppo M5S Claudio Fiorelli (M5S) ha affermato che “per Terni questa è una opportunità unica e da sfruttare. Il nuovo ospedale andrà fatto nel modo migliore, a prescindere dal luogo che verrà scelto”. Per Fiorelli Terni deve continuare a generare mobilità positiva dato che ciò determina anche effetti positivi sul bilancio regionale. La città avrebbe bisogno di una struttura completamente nuova e una stima dei costi troppo bassa potrebbe nascondere una sottovalutazione della spesa, destinata poi inevitabilmente a crescere nel corso dei lavori. Sul project financing, le Corti dei conti di altre Regioni avrebbero già evidenziato forti criticità.

L’INTERVENTO DELLA PRESIDENTE PROIETTI. “Quello di oggi è un positivo momento di confronto. Avvertiamo tutti il carattere di urgenza di questa opera. Il nuovo ospedale di Terni serve a tutta l’Umbria, anche per la sua funzione attrattiva verso l’alto Lazio. Lo studio sulle aree idonee è stato ragionevolmente impostato come primo passo per evitare che potessero nascere degli extra costi legati a condizionamenti esterni. Il Dea di Secondo livello a Terni è una necessità assoluta ed è in atto una discussione a livello nazionale sugli attuali parametri, che verranno probabilmente rivisti. Progettare oggi un nuovo ospedale all’interno della rete sanitaria regionale è molto più complesso che in passato, anche per una diversa e minore disponibilità di fondi per l’edilizia sanitaria. Puntiamo ad un Irccs, in collaborazione con l’Università. Questo però dipende da valutazioni scientifiche e specialità di ricerca, ospedaliere e universitarie, di cui si dispone. L’Università avrà un ruolo fondamentale anche per l’ospedale di Terni e la sede universitaria non rappresenterebbe un problema, anche se venisse scelto un sito diverso dall’attuale. Il sito di Colle Obito non è stato escluso, si potrebbe ipotizzare una nuova struttura integrata con l’esistente, anche se il servizio non potrà certamente essere interrotto. Sulle risorse regionali disponibili: le risorse di parte corrente non possono essere usate per gli investimenti. Per questi serviranno risorse nazionali. La Regione potrà coprire i costi relativi al potenziamento del personale, che verrà ampliato. È in atto un ricalcolo degli indicatori dei fondi che spettano all’Umbria: il Fondo sanitario fino ad oggi era calcolato in base alla popolazione e questo ci penalizzava. Da quest’anno il riparto è stato ricalcolato in base alla dispersione territoriale dei suoi abitanti, elemento che incrementa i costi per l’assistenza. Servirà un progetto definitivo del nuovo ospedale per poter chiedere un riparto ‘ex articolo 20’, nell’ambito della prossima Legge finanziaria. Il project financing in sanità: era stato bocciato da una commissione tecnica nella precedente legislatura e probabilmente subirebbe oggi la stessa sorte. Esso genera un esborso negli anni che risulta improponibile. Un crono programma realistico si potrà avere solo con il progetto preliminare, anche se una quantificazione economica di massima è stata fatta. La Provincia di Terni deve ottenere le giuste attenzioni anche in ambito sanitario, superando quanto può essere avvenuto in passato. Il nuovo ospedale verrà inserito nel Piano Socio Sanitario, che conterrà dettagli e ubicazione della struttura, e verrà sottoposto all’Assemblea legislativa. Sulla rivalutazione dei costi, ci affidiamo appositamente ad uno Studio di ingegneria. Il progetto preliminare verrà redatto dopo la scelta della localizzazione. Un incontro tra tecnici regionali, comunali e della Asl mi sembra molto opportuno, soprattutto adesso che esiste una base tecnica di discussione. L’anno trascorso non è stato sprecato ma utilizzato per le interlocuzioni necessarie e per chiarire quale fosse la posizione del Comune. Siamo consapevoli delle eccellenze presenti nell’ospedale di Terni che non a caso riscontra la minore incidenza di mobilità passiva. Sulle risorse disponibili: 73 milioni ex articolo 20 (contributi a fondo perduto per l’edilizia sanitaria). Tutti destinati al nuovo ospedale di Terni. A fronte di un nostro progetto credibile chiederemo risorse nazionali. Potrebbero essere disponibili 280 milioni di fondi Inail se verrà presentato il progetto. Cassa depositi e prestiti può finanziare con il fondo rotativo la parte di progetto (alcuni milioni). La Regione farà la sua parte e concorrerà al piano finanziario dell’opera quando sarà definito il progetto preliminare”.

L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE DE REBOTTI. “Il sito di Narni-Amelia deve essere visto come primo stralcio dell’ospedale di Terni e con esso avrà una assoluta integrazione. La bocciatura del project per l’ospedale di Terni è stata causata dal fatto che si trattava di un progetto non sostenibile da un punto di vista finanziario, pieno di lacune e con una proiezioni sui 25 anni che lo rendono non sostenibile. I numeri indicati nelle varie ipotesi di localizzazione sono indicativi e devono essere approfonditi, in primo luogo con i tecnici del Comune di Terni. Questo potrà avvenire quando si deciderà compiutamente cosa e dove costruire. Se la scelta cadrà su un sito diverso da quello attuale bisognerà iniziare subito a ragionare della rigenerazione urbana dell’area di Colle Obito”.

L’INTERVENTO DEL DIRETTORE CASCIARI. “Il nuovo ospedale dovrà essere fortemente integrato con le altre strutture e mirare ad incrementare la mobilità attiva. Il vero costo dell’ospedale potrà essere verificato solo quando ci sarà il bando di gara con i relativi ribassi. I costi indicati dallo studio comprendono anche strutture e arredi, quindi si riferiscono ad una struttura completa e funzionante. Gli investimenti attuali sul vecchio ospedale, come i 4 milioni per gli infissi, sono necessari per la messa in sicurezza di reparti che risalgono al 1980 e che altrimenti non potrebbero essere utilizzati. È la prima volta che l’ospedale di Terni ha la Scia anti incendio”. MP

Ultimo aggiornamento: 02/02/2026