STRAGE DI TUCSON: “SOLIDARIETÀ AL POPOLO E ALLE ISTITUZIONI DEGLI USA. NO AL FONDAMENTALISMO, SÌ ALLA TOLLERANZA E AL DIALOGO” – NOTA DI CHIACCHIERONI (PD)

Il consigliere regionale del PD, Gianfranco Chiacchieroni, solidale con il popolo e le istituzioni degli Usa per la strage di Tucson: “Un atto atroce, frutto dell’intolleranza e di un clima di confronto politico profondamente alterato e ‘violento”. Chiacchieroni sottolinea la necessità, anche in Umbria di garantire sempre le condizioni di un “dialogo e di un confronto fertile”, evitando possibili divisioni sulla riforma dello Statuto.

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11 Gen 2011 00:00

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(Acs) Perugia, 11 gennaio 2011 - “Come cittadino italiano e rappresentante delle istituzioni, ho ritenuto un dovere civile aderire all’invito del presidente degli Stati Uniti che ieri ha promosso un minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage di Tucson”. Il presidente della Seconda Commissione consiliare, Gianfranco Chiacchieroni, spiega che attraverso la rete di facebook ha manifestato la propria solidarietà al popolo americano per un “atto atroce, frutto dell’intolleranza e di un clima di confronto politico profondamente alterato e ‘violento’. Per questo – spiega Chiacchieroni –, come consigliere regionale dell’Umbria, terra di pace, non violenza e tolleranza, ho tenuto a sottolineare la mia solidale partecipazione”.

Chiacchieroni, proprio alla luce “di questi fatti atroci, che rappresentano l’apice di follia cui può portare il fondamentalismo delle idee e dei valori” sottolinea la necessità di garantire sempre le condizioni di un dialogo e di un confronto che, sia nella politica, sia nella religione “garantisca sempre il riconoscimento dell’altro, e riconosca la diversità di fedi religiose o ideali politici come humus fertile per una società moderna, forte e aperta”.

“Mi auguro – aggiunge  il presidente Chiacchieroni – che anche, e soprattutto, nella nostra Umbria i partiti e i movimenti politici, le istituzioni civili e religiose, le forze sociali ed economiche sappiano rinnovare sempre, nel loro agire, quegli ideali e quei valori di pace, tolleranza e solidarietà attiva che i grandi protagonisti della nostra storia regionale  civile e religiosa hanno affermato e testimoniato. Se sapremo fare ciò – conclude – allora non avremo certamente bisogno di dividerci sulla necessità o meno di aggiornare lo Statuto regionale. Anzi, dovremo proprio evitarlo”. RED/

 

Ultimo aggiornamento: 11/01/2011