(Acs) Perugia, 3 maggio 2013 - “Le nomine dell’onorevole Giampiero Bocci a sottosegretario del Ministero degli interni e del coordinatore regionale del Pdl, Rocco Girlanda, al medesimo incarico al Ministero delle infrastrutture e trasporti, rappresentano per l’Umbria l’importante occasione di avere, nel Governo Letta, due autorevoli esponenti in settori strategici e da sempre critici per la nostra Regione”. Così il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia, Franco Zaffini.
Nel porgere ai due neo-sottosegretari l’augurio di “proficuo lavoro, soprattutto per l’Umbria, ad entrambi”, confida nel loro impegno perché “due dei più grandi problemi di questa regione e del suo capoluogo vadano a soluzione, attraverso l’uso degli strumenti oggi a disposizione in virtù del prestigioso incarico. Zaffini si riferisce a quello che definisce “grave gap infrastrutturale che attanaglia l’Umbria e Perugia” e, a titolo di esempio e “solo per una breve illustrazione” cita: “trasversali del quadrilatero Umbria-Marche, raddoppio della linea ferroviaria Orte-Falconara, trasformazione della E45 in autostrada con avvio alla soluzione del nodo di Perugia, recupero dell’aeroporto S. Francesco d’Assisi tra gli scali a valenza nazionale).
L'esponente di Fd'I indica poi come altro obiettivo di impegno il “dramma concreto relativo alla sicurezza, restituendo la libera fruizione del nostro territorio ai cittadini e mettendo finalmente fine allo spaccio di stupefacenti che ha valso a Perugia l’appellativo di ‘capitale della droga’, con tutti i problemi ad esso connessi (record dei morti per overdose, aumento dei clandestini, desertificazione del centro storico lasciato in mano a bande criminali, calo di iscrizioni all’università)”.
Zaffini aggiunge poi che quelle da lui citate sono tutte “problematiche note ai nostri due illustri concittadini. In particolare, ricordo all’onorevole Bocci che adesso ha l’opportunità realizzare ciò che da tempo auspica per l’Umbria (cfr. articolo Messaggero del 16.5.2012 http://goo.gl/el2Kx) e che ha trovato accoglimento anche da parte del primo cittadino di Perugia, ossia la realizzazione di un centro di identificazione ed espulsione (Cie) regionale. Una struttura – conclude - che soddisfi le molteplici esigenze di detenzione e rimpatrio di clandestini che qui hanno trovato terreno fertile per delinquere, con gravi responsabilità da parte di chi doveva garantire la vivibilità dei nostri comuni”. RED/tb