“Sostegno al rinnovo del contratto di lavoro delle farmacie private e alla valorizzazione del personale farmacista e degli addetti del settore”

L’Aula di Palazzo Cesaroni approva all’unanimità la Proposta di risoluzione unitaria che impegna la Giunta regionale a sostenere il rapido rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle farmacie private

Data:

09 Apr 2026 15:24

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(Acs) Perugia, 9 aprile 2026 – L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato all’unanimità la Proposta di risoluzione unitaria predisposta dalle Commissioni Seconda e Terza sul mancato rinnovo del Contratto nazionale delle farmacie private, sui cui si sono svolte audizioni con rappresentanti sindacali (https://tinyurl.com/5x9d6k3e) e Federfarma (https://tinyurl.com/muft5fah).

Il relatore di maggioranza Letizia Michelini (Pd-presidente Seconda commissione) ha spiegato che “il contratto collettivo nazionale di lavoro delle farmacie private risulta scaduto da quasi 2 anni. Il settore delle farmacie private rappresenta un presidio fondamentale del servizio sanitario nazionale sul territorio, svolgendo funzioni sempre più rilevanti nell’ambito della cosiddetta ‘farmacia dei servizi’. Dalle audizioni è emersa la necessità di un adeguamento delle retribuzioni a fronte dell’ampliamento delle competenze e dei servizi offerti. Ma anche la distanza tra le richieste e le proposte avanzate dalla parte datoriale. Sono emerse criticità relative alla farmacie rurali e a quelle situate nei centri storici, che svolgono un ruolo essenziale di presidio sanitario ma che operano spesso in condizioni di maggiore fragilità economica e organizzativa. La questione non riguarda quindi solo il rapporto tra le parti coinvolte ma investe direttamente l’interesse pubblico e la qualità del servizio sanitario territoriale”.

L’atto di indirizzo impegna Palazzo Donini a: “Sostenere, nelle sedi istituzionali opportune, il rapido rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle farmacie private, promuovendo un confronto costruttivo tra le parti; riconoscere e valorizzare il ruolo sanitario delle farmacie private, anche nell’ambito della programmazione regionale dei servizi territoriali specie in riferimento alla tematica delle liste d’attesa; farsi promotrice presso il Governo e la Conferenza Stato-Regioni di iniziative volte a: favorire adeguati incrementi salariali per il personale; valorizzare il riconoscimento delle nuove competenze anche attraverso l’istituzione di percorsi professionali; sostenere modelli organizzativi innovativi della farmacia dei servizi; valutare la revisione della normativa regionale con riferimento alla indennità di residenza delle farmacie rurali; monitorare l’evoluzione della vertenza contrattuale, riferendo periodicamente alle Commissioni consiliari competenti sugli sviluppi e sulle eventuali criticità; riferire in Terza commissione le concertazioni in essere con il comparto farmaceutico all’interno del nuovo piano socio-sanitario”. Vengono inoltre invitate parti datoriali e sindacati a proseguire il negoziato con senso di responsabilità, al fine di giungere a un accordo equo e sostenibile. E si auspica che tutte le istituzioni competenti possano riconoscere il valore strategico del settore farmaceutico territoriale.

Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Il Consiglio regionale fa bene a difendere i diritti dei lavori, soprattutto in una fase così complessa. L’inflazione è cresciuta negli ultimi anni e il conflitto in Iran rischia di riattivarla. Alcuni dati Istat dimostrano come dopo tanti anni il potere di acquisto sia leggermente cresciuto, grazie ai rinnovi contrattuali nazionali. Abbiamo ascoltato anche il punto di vista dei proprietari delle farmacie. Ed anche loro hanno interesse a chiudere l’accordo. Le farmacie svolgono un ruolo importante anche e non solo assicurando la possibilità di prenotare visite e accertamenti. Esse sono diventate un punto di riferimento anche perché spesso rappresentano un primo punto di riferimento prima di rivolgersi al pronto soccorso e al medico di famiglia”.

Fabrizio Ricci (Avs): “Questa risoluzione ci ha dato l’occasione di portare in Aula il dibattito sulla questione salariale, nello specifico dei farmacisti. Nell’immaginario collettivo questa categoria viene associata a retribuzioni elevate che in realtà non ci sono, a fronte della richiesta di una laurea magistrale, dell’iscrizione all’ordine, del lavoro notturno e festivo. La prossima settimana ci sarà un nuovo sciopero nazionale ed è quindi importante che l’Assemblea legislativa riconosca il diritto di questi lavoratori ad un salario degno”.

Laura Pernazza (FI): “Grazie alle sollecitazioni delle minoranza sono state ascoltate in Commissione tutte le parti coinvolte, seguendo un metodo di lavoro che andrebbe utilizzato sempre. Abbiamo scoperto che i dipendenti delle farmacie, a cui viene richiesto un preciso percorso professionale e di studio, svolgono un ruolo gravoso. Ma anche che le farmacie hanno una redditività inferiore al 10%, subiscono la concorrenza della vendita diretta dei farmaci da parte delle Asl ed hanno anche subito un taglio delle indennità per gli elettrocardiogrammi. Federfarma ha dimostrato apertura verso le richieste dei sindacati. Il contributo dell’opposizione ha portato all’avvio di un tavolo regionale di confronto, al riconoscimento della priorità per le farmacie rurali e all’impegno per l’indennità di residenza di queste farmacie. Questo atto è ancora più importante in vista del nuovo Piano socio sanitario, che dovrà assegnare un ruolo importante alle farmacie nell’ambito della prevenzione”.

Cristian Betti (Pd): “Nella risoluzione ci sono aspetti, tra cui l’indennità di residenza delle farmacie rurali, che sono stati proposti dalla maggioranza. Sarebbe stato quindi opportuno, da parte dell’opposizione, non intestarsi delle iniziative non proprie ma continuare con questa opera di condivisione. Questo non è invece avvenuto con l’ultimo intervento”. MP/

Ultimo aggiornamento: 10/04/2026