SISMA 2009: “ADOTTARE SUBITO IL PIANO DI RIPARTO DELLE RISORSE PREVISTE DALLA LEGGE '3/2013' PER LA RICOSTRUZIONE DEGLI EDIFICI GRAVEMENTE DANNEGGIATI” - MOZIONE DI ROSI (PDL)
Con una mozione a sua firma, il consigliere regionale Maria Rosi (Pdl) chiede che la Giunta adotti entro il 28 marzo prossimo il Piano di riparto delle risorse finanziarie previsto dalla legge “3/2013” (Norme per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 15 dicembre 2009), che disciplina la programmazione e l'attuazione degli interventi necessari per la ricostruzione e il ripristino degli immobili privati e delle opere pubbliche dei Comuni i cui territori hanno subito danni a seguito del sisma.
13 Mar 2013 00:00
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(Acs) Perugia, 13 marzo 2013 – Il consigliere regionale Maria Rosi (Pdl) ha depositato una mozione con la quale si vuole impegnare la Giunta ad “adottare entro il 28 marzo prossimo il Piano di Riparto delle risorse finanziarie, previsto dalla legge 3/2013, dando immediata attuazione agli articoli della stessa legge che dispongono l'adozione di atti amministrativi da parte della Giunta regionale, al fine di renderla operativa quanto prima e andare così incontro alle legittime aspirazioni delle popolazioni che sono state duramente colpite dagli eventi sismici del 2009 e risolvere le problematiche dovute alla difficile condizione abitativa ed economica in cui versano ormai da troppo tempo”.
Nella mozione dell'esponente del Pdl si legge che “lo stato di emergenza causato dal sisma del 15 dicembre 2009 ha colpito una vasta area della media Valle del Tevere, con epicentro nel territorio del comune di Marsciano, interessando anche i comuni di Collazzone, Corciano, Deruta, Fratta Todina, Magione, Monte Castello di Vibio, Panicale, Perugia, Piegaro, San Venanzo e Torgiano, è stato in qualche modo fronteggiato da parte della Regione Umbria – ricorda Rosi - mettendo in sicurezza gli edifici maggiormente danneggiati, assicurando la prima accoglienza e l'assistenza alle popolazioni, nonché la realizzazione delle piazzole per il posizionamento dei moduli abitativi. Dopo gli interventi di prima emergenza la Regione, con il supporto dei Comuni, si è proceduto alla ricognizione dei danni, stimando l'onere economico per la ricostruzione, così come riepilogato nel Piano di interventi straordinario previsto dall'art. 1, comma 3, dell'Ordinanza numero 3853/2010.
Le risorse messe finora a disposizione sono state utilizzate anche per avviare la ricostruzione cosiddetta 'leggera' degli edifici privati danneggiati e per mettere in sicurezza gli edifici scolastici con lo scopo principale di garantire la regolare prosecuzione delle attività didattiche nei comuni colpiti dal sisma. Parte della risorse sono state altresì destinate all'assegnazione di contributi per l'autonoma sistemazione a 199 famiglie sfollate per un totale di 530 persone. Inoltre, la Regione Umbria, in aggiunta alle risorse statali, a decorrere dal 1° gennaio 2012 ha contribuito finanziariamente (con la legge regionale '17/2011' - Misure urgenti in materia di tributi regionali) all'avvio della ricostruzione applicando un'imposta regionale sulla benzina per autotrazione”.
“Il Parlamento – è spiegato nella mozione di Rosi - ha provveduto ad assegnare alla Regione Umbria,risorse per il biennio 2012 – 2013 per avviare la cosiddetta 'ricostruzione pesante', ma con il successivo decreto legge 15 maggio 2012, numero 59, convertito in legge numero 100 del 12 luglio 2012, ha disposto che le gestioni commissariali non sono suscettibili di proroga o rinnovo oltre la data del 31 dicembre 2012, escludendo di fatto il Dipartimento nazionale dalle procedure della ricostruzione pesante. L'Umbria, quindi, rischia di essere penalizzata dal mutato quadro normativo nazionale di riferimento, che di fatto ha vanificato gli accordi raggiunti per l'emissione della Ordinanza Ministeriale, utile ad avviare la cosiddetta 'ricostruzione pesante' con le collaudate procedure straordinarie legate allo stato di emergenza. Infatti la nuova normativa introdotta ha comportato lo spostamento in capo alla Regione Umbria delle competenze dirette a definire le modalità tecniche e amministrative relative alla 'ricostruzione pesante', avvalendosi degli ordinari poteri di iniziativa legislativa di cui dispone. La Regione Umbria ha provveduto in questo senso approvando all'unanimità la legge regionale '3/2013' (Norme per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 15 dicembre 2009), con la quale disciplina la programmazione e l'attuazione degli interventi necessari per la ricostruzione e il ripristino degli immobili privati e delle opere pubbliche dei comuni i cui territori hanno subito danni a seguito del sisma del 15 dicembre 2009”.
“E' così che – sottolinea Rosi - la Giunta regionale, con proprio atto da adottarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, ovvero entro il 28 marzo prossimo, è chiamata ad approvare un Piano di riparto delle risorse finanziarie dandone comunicazione al Consiglio regionale, tenuto conto delle risorse disponibili e sulla base delle necessità risultanti dalla Ordinanza numero 216 del 13 ottobre 2011 da parte del Presidente della Giunta regionale, quale Commissario delegato per la protezione civile. In tale Piano di riparto sono prioritari gli interventi: sugli edifici oggetto di ordinanza di sgombero e adibite ad abitazioni principali dei residenti o ad attività produttive in esercizio, nonché gli interventi sulle opere pubbliche previsti dal programma integrato di recupero del borgo storico di Spina; sugli edifici oggetto di ordinanza di sgombero parziale e adibite ad abitazioni principali dei residenti o ad attività produttive in esercizio, nonché gli interventi sulle opere pubbliche. Per rendere operativa la citata legge regionale '3/2013', nel rispetto delle previsioni contenute nel Piano di Riparto delle risorse finanziarie, la Giunta regionale è autorizzata ad assumere numerosi atti amministrativi diretti a specificare i criteri, le modalità, le procedure e termini previsti per: finanziare gli interventi e disporre l'erogazione dei contributi previsti dalla legge medesima; definire le direttive tecniche per la progettazione e la realizzazione degli interventi di ripristino degli edifici danneggiati individuando gli interventi minimi obbligatori; realizzare anche in forma consorziata gli interventi previsti nel programma integrato di recupero del borgo storico di Spina; finanziare gli interventi finalizzati alla riparazione di opere pubbliche, con priorità per il programma integrato di recupero del borgo storico di Spina; erogare i contributi per l'autonoma sistemazione dei nuclei famigliari; erogare i contributi a fondo perduto a favore dei comuni per l'esercizio delle funzioni previste dalla legge '3/2013'; svolgere l'attività di controllo; ammettere ai benefici anche i soggetti che, nel possesso degli atti autorizzativi, hanno iniziato i lavori prima dell'entrata in vigore della legge regionale in oggetto”.
“Per le motivazioni addotte – conclude - il Consiglio regionale impegni la Giunta regionale ad adottare entro il 28 marzo prossimo il Piano di Riparto delle risorse finanziarie, dandone tempestiva comunicazione al Consiglio regionale”. PG/
