SIRIA: “NO A UNA NUOVA GUERRA IMPERIALISTA” - NOTA DI GORACCI (COMUNISTA UMBRO)

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) dichiara la propria contrarietà all'annunciato intervento armato degli Stati Uniti contro il governo siriano e chiede alle autorità italiane di continuare a svolgere il ruolo di nazione costruttrice di pace.

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28 Ago 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 28 agosto 2013 - “In America cambiano i presidenti, ma la storia resta sempre la stessa. Anche con Obama, che dopo il suo ingresso alla Casa Bianca tante speranze aveva destato e che sin dall'inizio si era dichiarato contrario alla guerra inventata contro le armi chimiche mai trovate in Iraq, ora la Siria diventa il nuovo teatro delle operazioni guerrafondaie dell'imperialismo americano”. Lo dice Orfeo Goracci, dichiarandosi contrario all'annunciato intervento militare degli Stati Uniti.

“Il presidente siriano Assad – afferma Goracci - non gode della mia simpatia, quando vedo centinaia di corpi di bambini uccisi è il mio essere uomo e persona che si indigna e si ribella.  Certamente chi compie atti di tale efferatezza non può non essere condannato e punito; chi sono i bravi e i buoni o i cattivi non lo possono decidere la lobby delle armi americane, Obama, Israele o l'Arabia Saudita. Io sono sempre stato per l'autodeterminazione dei popoli. Non dimentico che anche nella storia recente molte azioni sono state 'costruite', abilmente inventate e continuamente diffuse dai media internazionali tutti filoamericani, salvo scoprire poi che nulla di quello che veniva descritto esisteva, ma che serviva solo per i bombardamenti sulla Serbia (allora il capo del governo italiano era D'Alema), la guerra all' Iraq, anche se gli arsenali di Saddam Hussein non sono mai stati trovati, la fine di Gheddafi in Libia. Il sospetto che tutto sia creato ad arte diventa evidente”.

“Il Governo Italiano – prosegue - in passato ha dimostrato un ruolo positivo per la pace e la coesistenza in quell'area del mondo. L'auspicio è che ora più che mai cerchi di svolgere un ruolo di costruttore di pace e di buone relazioni diplomatiche. Già oggi ci sono Stati e governi di non secondaria importanza, come la Russia o la Germania, che non condividono l'idea di una guerra contro la Siria”.

“Nel mondo – conclude - l'autodeterminazione dei popoli, la loro indipendenza, sono e devono essere un presupposto non solo del diritto internazionale (che verrebbe clamorosamente violato senza una decisione dell'ONU), ma del buon senso e di quei principi di solidarietà e cooperazione dei quali tutti si riempiono la bocca. Sono contro l'intervento armato di potenze militari, contro la guerra, contro i massacri di ogni tipo”. RED/pg

Ultimo aggiornamento: 28/08/2013