SERVIZIO IDRICO: “SBAGLIATO IL RICORSO DI 'UMBRA ACQUE' CONTRO LA SENTENZA DEL TAR SUL DEPOSITO CAUZIONALE” - DOTTORINI (IDV), “ACQUA PUBBLICA NON PRIVATIZZABILE, APPLICARE SUBITO L'ESITO DEL REFERENDUM”


Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, prende posizione contro l'annuncio apparso sulla stampa di un ricorso della società Umbra Acque contro la sentenza del Tar sul deposito cauzionale. A suo giudizio è necessario applicare in Umbria, da subito, i risultati dei referendum sulla “ripubblicizzazione dell’acqua ed evitare di tartassare i cittadini con ulteriori aumenti in bolletta”.

Data:

05 Apr 2012 01:00

Tempo di lettura:

1 minuto, 27 secondi

 (Acs) Perugia 5 aprile 2012 – La scelta della Società Umbra Acque spa di opporsi alla sentenza del Tar dell’Umbria in merito al deposito cauzionale e alla sua possibile restituzione è sbagliata e inopportuna. E' invece necessario applicare da subito il risultato dei referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua ed evitare di tartassare i cittadini con ulteriori aumenti in bolletta”. Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene con queste parole in merito alla notizia del possibile ricorso di Umbra Acque alla sentenza del Tar dell’Umbria.


 

Il Consiglio regionale – continua il capogruppo Idv – meno di una settimana fa ha approvato a larghissima maggioranza una nostra mozione che impegna la Giunta regionale a dare piena attuazione al referendum che prevede di eliminare l’ingiusto balzello del 7 per cento, applicato dai gestori alla bolletta. Sarebbe opportuno che Umbria Acque iniziasse a far sapere come intende rispondere a questa esigenza chiara e inequivocabile. Riteniamo quindi sbagliato e ingiusto che il gestore di un bene comune, come è di fatto Umbra Acque, faccia ricorso contro una sentenza che ha reso giustizia a cittadini e consumatori”.


 

Come Italia dei Valori – conclude Dottorini – ci batteremo al fianco dei consumatori e in ogni sede istituzionale per fare in modo che il volere sancito dal referendum votato da 27 milioni di cittadini venga rispettato, eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile. Azioni come quella che Umbra Acque avrebbe intrapreso, non hanno alcuna coerenza con i dettami referendari e fanno solo aumentare il disagio che i cittadini nutrono nei confronti dei gestori e, di conseguenza, dei Comuni”. GC/gc

Ultimo aggiornamento: 05/04/2012