(Acs) Perugia 12 ottobre 2012 - “Nel giorno in cui si svolge in Italia lo sciopero del mondo della scuola che in novanta città italiane sta coinvolgendo studenti, docenti, lavoratori della scuola e sindacati, è necessario che tutte le istituzioni facciano sentire la propria voce di profondo dissenso rispetto alle scelte del Governo che strangolano la scuola pubblica”.
Orfeo Goracci (comunista umbro), ha presentato una interrogazione urgente alla Giunta per chiedere quali “iniziative intende assumere la Regione Umbria, anche in sede di Conferenza delle Regioni e Conferenza unificata, per interrompere questa sciagurata tendenza, al fine di difendere la scuola pubblica e a far tornare il diritto allo studio una cosa reale, praticata e non una vuota affermazione”.
Goracci cita la recente legge sulla stabilità come esempio di “massacro sociale del Governo Monti, le cui continue e persistenti operazioni di genialità alla rovescia, butteranno fuori dalla scuola, dopo il concorso ammazza-precari, altri 6mila insegnanti, sempre precari, mentre i docenti di ruolo dovranno lavorare sei ore in più a settimana”.
Per il consigliere queste scelte sanciscono che “per Monti e il Governo dei tecnici milionari la scuola pubblica è una zavorra da eliminare”. Il consigliere comunista prevede che le ultime scelte del Governo possano mettere a rischio anche i risultati positivi conseguiti in Umbria, “storicamente una delle regioni con i più alti tassi di scolarizzazione e fra i minori di dispersione scolastica”.
A suo giudizio, “il Governo non tiene conto che la classe docente italiana è la meno pagata in Europa e perderà in potere d'acquisto diverse migliaia di euro di stipendio all'anno”, mentre, quello definito dal ministro Profumo un “contributo di generosità, darà uno schiaffo alla categoria dei docenti che hanno ruolo strategico per la formazione e le prospettive delle nuove generazioni. Questi signori - conclude Goracci - arrivano a comportarsi come, se non peggio, di Berlusconi e Gelmini, almeno in questo campo”. GC/gc