(Acs) Perugia, 1 luglio 2011 – La Giunta regionale metta in atto iniziative adeguate affinché possa essere scongiurata la soppressione delle classi quinta e prima, dei corsi Moda ed Elettrico, presso l'Ipsia di Gubbio. Lo chiede, con una interrogazione a risposta immediata (question time) il consigliere regionale di Rifondazione comunista – Fds Orfeo Goracci.
Goracci spiega che “l'Istituto 'Matteo Gattapone' di Gubbio da anni offre una risposta articolata ed adeguata alla richiesta formativa di un territorio vasto e variamente articolato nel campo culturale, produttivo e sociale; unico su tutto il territorio della fascia appenninica, l'Ipsia da anni riesce a dare risposte appropriate alle comunità locali in un quadro sociale complesso e differenziato, sapendo accogliere anche alunni con notevoli difficoltà socio-relazionali e di apprendimento. Lo stesso Istituto – continua il consigliere regionale - si caratterizza anche per la presenza di un congruo numero di ragazzi stranieri che portano ovviamente a scuola problematiche di adattamento ed apprendimento non solo della lingua ma anche di un sistema di valori, tradizioni, costumi e di culture differenti dalla nostra specificità italiana, dovendo trovare la scuola per questi alunni strategie e metodologie che spesso devono essere individualizzate e personalizzate affinché il percorso formativo d'ognuno possa raggiungere livelli accettabili di risultato”.
Orfeo Goracci denuncia però che “l'Ufficio scolastico regionale dell'Umbria non intende garantire il 'corso Moda' per la classe V°, azzerando così di fatto il percorso formativo che le alunne hanno realizzato in quattro anni ed impedendo loro di proseguire e concludere il percorso di studio, dovendosi recare, nella migliore ipotesi, a Perugia e non essendo i mezzi di trasporto pubblici strutturati per assicurare tale collegamento a ragazzi che dovrebbero cambiare più mezzi con tempi impossibili in quanto gli orari delle linee non sono organizzati per assicurare in maniera adeguata tale collegamento. Al momento della presentazione dell'offerta formativa al primo anno di iscrizione delle alunne interessate era stato prospettato ovviamente un percorso quinquennale secondo le normative allora in vigore, con l'eventuale possibilità di accedere al mondo del lavoro una volta conseguita al terzo anno la qualifica professionale”.
“Per quanto riguarda le classi prime in formazione – osserva ancora Goracci - sia del 'corso Elettrico' che del 'corso Moda', viene negata dall'Ufficio scolastico regionale la possibilità di formare due classi, nonostante sia per numeri assoluti già acquisiti ed in via di completamento, sia per la presenza tra gli iscritti di almeno quattro alunni diversamente abili, esistano le condizioni per la formazione di due prime classi”. Orfeo Goracci conclude rimarcando che “risulta evidente ed altamente probabile che sia elevato il rischio dell'abbandono scolastico, contraddicendo i punti primari che fanno da sfondo e sono premessa ai programmi e ordinamenti scolastici, tra i quali la rimozione del disagio e l'eliminazione della dispersione. Si configura pertanto una situazione nella quale di fatto viene a definirsi un vero e proprio impedimento ad un effettivo esercizio del diritto allo studio, sia per coloro che intendono iscriversi alle classi prime, sia, e soprattutto, per le alunne che hanno pazientemente guadagnato questo diritto in un percorso di quattro anni con il supporto di docenti responsabili e consapevoli delle loro difficoltà”. RED/mp