SANITOPOLI: “GARANTISTI DA SEMPRE A PRESCINDERE DAL COLORE POLITICO, MONNI VUOL SOLO COPRIRE IL GOVERNO BERLUSCONI CHE FA PAGARE AI PIÙ DEBOLI” - BUCONI E ROMETTI (PSI) RISPONDONO AL CONSIGLIERE DEL PDL

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18 Ago 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 18 agosto 2011 – “L’attacco di Monni al Psi umbro è la dimostrazione che non esiste e non potrà mai esistere uno spirito socialista nel tritacarne del centrodestra berlusconiano. Chi finge di portare in dote questa cultura politica in lidi più ricchi, non consoni alla propri tradizione, lo fa a titolo personale e non certo per rafforzare o far rinascere il riformismo socialista”.

Così i consiglieri regionali umbri del Partito Socialista Italiano, Massimo Buconi e Silvano Rometti, rispondono alle critiche del collega Massimo Monni, del Pdl a proposito di un presunto “silenzio del Psi” sull’inchiesta relativa alla sanità folignate.


 

I socialisti, aggiungono il capogruppo Buconi e l'assessore Rometti: “Sono una forza garantista che hanno pagato sulla loro pelle, in Umbria e come nel resto del Paese, la propria coerenza in fatto di giustizia.

In Umbria c'è un'indagine in corso per la quale aspettiamo gli esiti della magistratura. Non possiamo certamente definire garantista, né il consigliere Monni, né il Pdl, che quando si tratta di indagine sugli avversari, in alcuni casi, si lasciano tentare dallo spirito forcaiolo che va bene per una estrema destra, meno per chi si definisce liberale. Solo quando si tocca il premier Berlusconi – e purtroppo per il Paese capita spesso – si torna ad un garantismo peloso e scivoloso: questa sì che è una sindrome, ma di Arcore”.

Monni, osservano i due esponenti socialisti, “non si dimentichi della posizione dei suoi alleati della Lega Nord da sempre anti-socialisti, particolarmente anti-craxiani e giustizialisti, specialmente nei confronti dei socialisti come non mancano anche di recente in Umbria.

Come socialisti, aggiungono ancora: “Siamo comunque consapevoli di aver avuto pochi amici nel centrosinistra, ma questo non ci ha mai fatto cambiare coalizioni o posizione, né mettere da parte una filosofia ultracentenaria. Il gettare fango e sospetti su una inchiesta ancora tutta da definire ha lo strano sapore di chi deve eludere o coprire il dramma che sta vivendo il Paese, a causa di una destra economica che sta facendo pagare il conto della crisi solo alle famiglie più deboli, senza scomodare i redditi più alti. In ragione di tutto ciò non intendiamo cadere in questa trappola, ma continuare a governare l’Umbria con attenzione, equità e soprattutto cercando di creare le basi per un nuovo e necessario sviluppo” . GC/gc


 

Ultimo aggiornamento: 18/08/2011