“Sanità, gravi criticità sul servizio 116117, la Regione intervenga subito”
Nilo Arcudi (Tp-Uc) annuncia interrogazione: “La sicurezza dei cittadini e la tutela dei medici devono essere garantite”
02 Nov 2026 10:04
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(Acs) Perugia, 2 novembre 2026 – “Le criticità denunciate dai medici di Continuità Assistenziale sul funzionamento del servizio sanitario 116117 destano forte preoccupazione e richiedono risposte immediate da parte della Giunta regionale. Parliamo di un servizio essenziale per la salute dei cittadini, sul quale non possono esserci incertezze organizzative o ritardi nella gestione delle richieste di assistenza”, a dichiararlo è il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc), che annuncia la presentazione di un'interrogazione alla Giunta a seguito della “diffida del 31 ottobre 2026, con cui numerosi medici di Continuità Assistenziale dell'Umbria hanno segnalato importanti problematiche organizzative, tecniche ed economiche”.
“Il 116117 – spiega Arcudi - è il numero telefonico gratuito, attivo 24 ore su 24, dedicato alle cure mediche non urgenti e all'orientamento verso i servizi sanitari territoriali. Attraverso questo numero i cittadini possono richiedere informazioni e assistenza per problemi di salute che non costituiscono un'emergenza, essere indirizzati alla Continuità Assistenziale, comunemente conosciuta come Guardia Medica, oppure verso altri servizi competenti. Il sistema ha inoltre il compito di riconoscere eventuali situazioni di urgenza e trasferire le relative richieste al 118. L'obiettivo è garantire una risposta appropriata ai bisogni sanitari e contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. In Umbria il servizio è pienamente operativo su tutto il territorio regionale dal 17 settembre 2026”.
Arcudi sottolinea che “si tratta di uno strumento che dovrebbe semplificare l'accesso alle cure e rafforzare la sanità territoriale. Tuttavia, secondo quanto denunciato dai medici, il sistema presenterebbe criticità che non possono essere sottovalutate: dalla gestione iniziale delle chiamate affidata a personale privo di qualifica sanitaria, all'algoritmo di valutazione clinica segnalato come non ancora pienamente implementato, fino a problematiche nella trasmissione delle richieste ai medici. Particolarmente preoccupanti – osserva - sono le segnalazioni riguardanti possibili ritardi nel riconoscimento delle situazioni di urgenza e nella presa in carico dei pazienti. È necessario verificare se tutte le garanzie previste per la sicurezza delle chiamate siano effettivamente operative, soprattutto nelle ore notturne e nei giorni festivi. La salute dei cittadini deve essere tutelata in ogni fase del percorso assistenziale”.
Arcudi richiama inoltre l'attenzione “sulle condizioni economiche e professionali dei medici di Continuità Assistenziale, oggetto della medesima diffida. I professionisti – commenta - denunciano anche una significativa differenza retributiva rispetto ad altre attività mediche disciplinate dalla contrattazione nazionale. Nella documentazione viene evidenziato un compenso di 25,10 euro lordi orari, rispetto ai 38,72 euro richiamati per determinate prestazioni nelle Case della Comunità, oltre al mancato riconoscimento di ulteriori indennità e incentivi. Sono questioni sulle quali la Regione deve fare chiarezza, verificando la piena applicazione degli accordi nazionali e la tutela dei diritti dei lavoratori”.
“Per queste ragioni – fa sapere Arcudi - presenterò un'interrogazione alla Giunta regionale per conoscere quali verifiche siano state effettuate sulle criticità denunciate, quali interventi si intendano adottare per garantire la sicurezza dei pazienti e il corretto funzionamento della piattaforma CallSense e se si intenda intervenire sulle condizioni economiche e organizzative dei medici. Ritengo inoltre necessario che la Regione accolga la richiesta di convocazione di un tavolo tecnico con i rappresentanti della Continuità Assistenziale, per affrontare concretamente le problematiche emerse e individuare soluzioni condivise”.
“Non possiamo permettere – continua il consigliere regionale di opposizione - che le difficoltà organizzative ricadano sui cittadini o sui professionisti sanitari. Il 116117 deve essere una garanzia di assistenza, non un ulteriore elemento di incertezza. La Giunta – conclude - dia risposte puntuali e tempestive: la sicurezza dei pazienti, la qualità dei servizi e la dignità professionale dei medici devono essere tutelate con atti concreti, non soltanto con dichiarazioni di principio”. RED/as
