RIORDINO TRIBUNALI: “SOLIDARIETÀ AD AVVOCATI E COMMERCIANTI, MA SERVE MODIFICA LEGISLATIVA” - LIGNANI MARCHESANI (FD'I) DOPO LA MANIFESTAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DELLA SEZIONE DI CITTÀ DI CASTELLO

Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) si dice vicino e solidale agli avvocati ed operatori commerciali, che civilmente hanno manifestato contro la chiusura della Sezione distaccata di Città di Castello del Tribunale di Perugia. “Ma si tratta di una situazione difficilmente reversibile”. Per Lignani Marchesani, che punta il dito su “chi opera strumentalmente, anche all’interno delle categorie, per confondere le acque e negare precise responsabilità politiche, fa amaramente sorridere che oggi stiano in prima linea proprio coloro che in Parlamento hanno sostenuto questa pseudoriforma”.

Data:

20 Set 2013 01:00

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(Acs) Perugia, 20 settembre 2013 - “Presenza scontata e solidarietà ad avvocati ed operatori commerciali, che civilmente hanno manifestato contro la chiusura della Sezione distaccata di Città di Castello del Tribunale di Perugia. Ma sarebbe miope, ed al contempo una presa in giro, negare una situazione difficilmente reversibile”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Fd'I) per il quale “duole vedere invece qualcuno che opera strumentalmente, anche all’interno delle categorie, per confondere le acque e negare precise responsabilità politiche. Fa amaramente sorridere – rileva - che oggi stiano in prima linea proprio coloro che in Parlamento hanno sostenuto questa pseudoriforma. Evidentemente non sapevano quello che votavano”.

Per Lignani Marchesani “lasciano poi il tempo che trovano mozioni che chiedono imprecisati correttivi e intavolano colloqui con il Ministro. I correttivi infatti sono presenti all’interno della legge e possono essere concretizzati esclusivamente dal presidente del Tribunale di Perugia e non dagli organi politici. Il Ministro – spiega - non può che rimandare a questa possibilità, peraltro già negata dal presidente sopracitato, o rimandare al Parlamento per una modifica legislativa. Il resto è 'aria fritta' o, meglio, incompetenza e/o malafede. Resta l’amaro in bocca – conclude Lignani Marchesani -  per l’ennesimo centro direzionale che Città di Castello perde e per la spoliazione del centro storico. Ed anche qui con precise responsabilità politiche”. RED/as
 

Ultimo aggiornamento: 20/09/2013