RINNOVO CONCESSIONI MINERARIE IN UMBRIA: “I TITOLARI PAGHINO UN ONERE PER RISARCIRE LE COMUNITÀ INTERESSATE” - GORACCI (PRC) SOLLECITA UNA LEGGE ED EVIDENZIA, “QUI SI PRODUCE IL 10 PER CENTO DEL CEMENTO”

Il consigliere di Prc Orfeo Goraccci, in occasione delle procedure per il rinnovo delle concessioni minerarie in Umbria, suggerisce alla Regione di introdurre, così come già si fa con le acque minerali, il pagamento di un onere di sfruttamento da parte dei concessionari; da utilizzare per risarcire le comunità locali su ci insistono attività estrattive e di trasformazione. Per Goracci che denuncia l'eccessiva produzione di cemento in Umbria, la compensazione deve scaturire da una negoziazione ambientale che veda protagonisti i cittadini, le rappresentanze istituzionali, sociali, culturali ed economiche dei territori interessati”.

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06 Dic 2010 00:00

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(Acs) Perugia 6 dicembre 2010 – Introdurre un onere di sfruttamento nel campo delle concessioni minerarie, analogo a quello previsto per le acque minerali, per poter destinare una parte degli utili che derivano dalla attività di trasformazione, a risarcire almeno parzialmente ed economicamente, le comunità che insistono sui territori interessati dalle concessioni.

Lo propone, in concomitanza con le procedure per il rinnovo delle concessioni minerarie ricadenti in Umbria, il consigliere di Prc Orfeo Goraccci, che alla Regione suggerisce anche di “assicurare che le iniziative di sfruttamento delle miniere, sia quelle in essere che quelle future, siano prioritariamente compatibili con i valori ambientali e paesaggistici, patrimonio della collettività regionale”.

Dopo aver ricordato che lo sfruttamento della materia prima estratta nei siti minerari umbri è affidato, in regime di concessione, alle aziende che producono cemento, Goracci evidenzia che “complessivamente, proprio in Umbria, si produce all'incirca il 10 per cento del cemento nazionale, su territori che per la loro natura e composizione geologica, offrono ottima terra per questa attività che costituisce elemento di rilevanza economica e sociale importante per l'intera regione”.

Da decenni, ricorda Goracci - citando il decreto legislativo in materia di federalismo fiscale che attribuisce e trasferisce compiti alle Province le miniere - “si parla di come riconoscere, nella concessione di sfruttamento, una forma di indennizzo economico che vada a compensare i territori su cui insistono queste attività. Una compensazione che deve scaturire da una negoziazione ambientale che veda protagonisti i cittadini, le rappresentanze istituzionali, sociali, culturali ed economiche che quei territori esprimono”.

Goracci, anche in ragione delle incertezza sul perfezionamento delle procedure che discenderanno da questi provvedimenti per effetto delle posizioni dei cementieri , ritiene “necessario che, quanto prima, la Regione Umbria assuma iniziative, anche legislative, sulla questione per evitare che, nelle incertezze del legislatore nazionale e sotto le pressioni di un malinteso federalismo, una materia così delicata per i territori, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico, venga posta ed affrontata in maniera poco adeguata”.

Una forma di compensazione ambientale che sancisca all’origine il principio che lo sfruttamento di risorse naturali (acqua o minerali che siano), patrimonio indisponibile della collettività, quelli che oggi chiamiamo volentieri “beni comuni”, per il consigliere, “oltre alla ricaduta sociale prodotta dalle attività di trasformazione, deve riconoscere una sorta di restituzione compensativa della sottrazione di materia autorizzata.

E’ naturalmente e ragionevolmente consequenziale conclude l'esponente di Prc, che la compensazione ambientale, al di là di quanto delineato dalle modifiche introdotte dai decreti in materia di federalismo fiscale, dovrà confluire prevalentemente nelle casse dei Comuni interessati ed in quei territori utilizzati”. GC/gc



 

Ultimo aggiornamento: 06/12/2010