(Acs) Perugia, 12 ottobre 2015 - “Un deciso no alla cancellazione dell'Umbria, che vorrebbe diluire la Regione nell'area Appenninica operando un'annessione alla Toscana. Dopo il risultato molto discutibile delle Province, che non sono state eliminate, aumentando i costi, diminuendo i servizi e mettendo in difficoltà i dipendenti pubblici, ora si vorrebbe cancellare la Regione Umbria, con una leggerezza preoccupante degna di una 'dolce monarchia' che non rispetta ne la storia, ne l'identità e ne i cittadini”. Lo afferma Claudio Ricci (Portavoce centrodestra e liste civiche), spiegando che i rappresentanti eletti della sua coalizione “stanno riflettendo su una mozione, (probabilmente la prima in Italia) che invita le Assemblee legislative regionali a opporsi a questo metodo che elimina ogni forma di democrazia e seria riflessione sulle macro Regioni, invitando anche i parlamentari umbri ad opporsi fermamente alla cancellazione dell'Umbria”.
“Con meno di un milione di persone, l'Umbria – spiega Ricci - per dimensione è una 'città metropolitana diffusa' e deve essere valorizzata puntando soprattutto allo sviluppo di maggiori e più efficienti sistemi di trasporto al fine di attrarre opportunità e investimenti, nonché sviluppando le filiere cultura, ambiente e turismo, le industrie creative/innovative e il nuovo manifatturiero che sa unire le mani creative artigianali con l'industria evoluta. È la Regione – rimarca Ricci - dove la storia ha messo in armonia, da otto secoli, scienza, umanesimo francescano per la dignità e la reciproca comprensione, nonché paesaggio culturale e arte: semmai il 'Cuore verde d'Italia' – conclude - deve ampliare le relazioni istituzionali con i 'due mari' (Toscana e parte del Lazio - Marche) rimanendo al baricentro geografico di un forte sistema territoriale del centro Italia. I Love Umbria: la Regione deve rimanere”. RED/as