RIFORMA GELMINI: “SOLIDARIETÀ A CHI PROTESTA PERCHÉ, GLI STUDENTI NON AVRANNO NÉ UNA CHIARA PROSPETTIVA FORMATIVA NÉ LAVORATIVA” – NOTA DI SMACCHI (PD)

 Il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi critica la riforma universitaria del ministro Gelmini, perché, a suo giudizio, tutela e solo chi lavora, ma “abbandona a loro stessi gli studenti meritevoli che, con tanti sacrifici personali e delle loro famiglie, cercano di crearsi un futuro più dignitoso”. Per Smacchi che si augura la caduta del Governo prima che del varo definitivo, la riforma “non diventerà mai legge perché richiede decine di decreti attuativi e tempi lunghi per la sua applicazione”.

 

Data:

02 Dic 2010 00:00

Tempo di lettura:

2 minuti, 34 secondi

(Acs) Perugia, 2 dicembre 2010 - Il consigliere del PD Andrea Smacchi critica “nel merito” la riforma universitaria del Ministro Gelmini sostenendo che “tutela in parte chi lavora ma non chi studia e non ha i mezzi economici per mantenersi”.

A giudizio di Smacchi il disegno di legge che è stato votato alla Camera rappresenta il primo passo verso una Università pubblica che “abbandona a loro stessi gli studenti meritevoli che, con tanti sacrifici personali e delle loro famiglie, cercano di crearsi un futuro più dignitoso. Il consigliere del PD Andrea Smacchi critica “nel merito” la riforma universitaria del Ministro Gelmini sostenendo che “tutela in parte chi lavora ma non chi studia e non ha i mezzi economici per mantenersi”.

A giudizio di Smacchi il disegno di legge che è stato votato alla Camera rappresenta il primo passo verso una Università pubblica che “abbandona a loro stessi gli studenti meritevoli che, con tanti sacrifici personali e delle loro famiglie, cercano di crearsi un futuro più dignitoso. Probabilmente questa riforma non diventerà mai legge – aggiunge - perché richiede decine di decreti attuativi e tempi lunghi per la sua applicazione e perché cadrà prima questo misero 'Governo delle chiacchiere', che da mesi non si occupa dei veri problemi dei cittadini. 

Conoscenza, creatività, innovazione, sviluppo sostenibile e integrazione sociale, secondo Smacchi, devono essere il “fondamento di ogni tentativo di riforma che abbia a cuore veramente gli studenti e non solamente l’obbiettivo di rendere gli studi riservati ad una piccola élite: perché la sempre maggiore stratificazione della società e la sua aumentata eterogeneità porterà a questo”. Il vero obbiettivo, sottolinea l’esponente del PD è quello di individuare le priorità di investimento e le modalità di destinazione delle risorse, di supportare significativamente gli studenti con adeguate borse di studio e creare reti interdisciplinari della ricerca nelle quali i ricercatori, le conoscenze scientifiche e le loro scoperte circolino liberamente. Solo dopo ha senso parlare di premialità, di valutazione e di qualità. Invece - conclude Smacchi, si sono annunciate, con la solita tecnica della propaganda del fare, prima 12 mila nuove assunzioni, poi ridotte a 6mila di cui solo circa 4 mila coperte finanziariamente”.

L’Università, secondo l’esponente del PD, ha bisogno di nuove regole e di un nuovo assetto organizzativo che gli consenta di stare al passo con i tempi e competere nella ricerca con tutte le migliori università del mondo. “Se all’estero i nostri ricercatori sono tra i più geniali e tra quelli che scoprono cure per i mali più terribili del nostro tempo – spiega Smacchi - significa che la nostra Università non va smantellata ma indirizzata, con adeguati fondi, verso il nuovo millennio. La valutazione della ricerca – conclude - è ferma al 2001-2003 e in assenza di nuovi dati, ogni ripartizione dei fondi tra gli Atenei sulla base del merito non ha valore reale anche perché la nuova agenzia di valutazione della ricerca (Anvur) non è ancora operativa e impiegherà anni prima che sia in grado di produrre i primi risultati”. RED/

Ultimo aggiornamento: 02/12/2010