(Acs) Perugia, 19 dicembre 2018 – “La parte di riforma dell'ADISU (Agenzia regionale per il diritto allo studio) che oggi viene proposta è una riforma che lascia perplessi e non se ne comprendono i motivi anzi, si sottolineano almeno cinque criticità”: lo afferma il consigliere regionale del Partito democratico Giacomo Leonelli, che oggi in Aula ha presentato un emendamento soppressivo.
“Intanto – spiega Leonelli - si va a sopprimere la figura dell'amministratore unico, superando di fatto una riforma che è stata votata l'anno scorso e a cui per altro non è stata mai data attuazione concreta, in un momento in cui già sono stati depositati domande e curricula per la figura di amministratore unico, per cui è stata già aperta la procedura. Punto secondo, lo si fa di fatto ‘asservendo’ il ruolo dell'agenzia dell'Adisu agli uffici della Regione, in una dinamica che lascia davvero perplessi, perché a nessuno sfugge che un ente strumentale deve mantenere una sua autonomia, che può anche essere ipoteticamente conflittuale in futuro con gli uffici della Regione, tenuto conto che parliamo di diritti degli studenti e borse di studio; non può invece essere uno strumento meramente esecutivo della Regione affidato a un tecnico, così come peraltro ribadito dalle rappresentanze degli studenti”.
“Terzo elemento di criticità – continua Leonelli – è che si recide il legame con gli atenei dell'Umbria, senza dimenticarci che i precedenti presidenti-amministratori erano professori universitari e questo dimostrava un punto di equilibrio fra il diritto allo studio ed il mondo del sapere. Quarto elemento, lo si fa andando a nominare un direttore generale, equiparando lo stipendio a quello degli altri direttori, in una realtà che già vede due dirigenti nel suo organico e diverse posizioni organizzative. Quinto elemento, lo si norma per cinque anni, di fatto andando a interrompere il legame fiduciario di nomina perché, a prescindere dal colore politico, la prossima Giunta si ritroverebbe questa figura fino al 2024”.
“L'auspicio – conclude - è che, tenuto conto di questi evidenti elementi di criticità, la Giunta ritiri l'atto, per discutere se serve una riforma più ampia delle agenzie regionali, che non può esaurirsi con la sola nomina di un direttore generale all'Adisu”. RED/pg