(Acs) Perugia, 21 ottobre 2016 - “La Giunta regionale chiarisca il motivo per il quale ad oggi non risultano aggiornati i costi parametrici per la ricostruzione post sisma, fermi al 2001, rendendo di fatto fortemente inadeguati i contributi erogati. In questo modo laddove la Regione Umbria prevedesse l’erogazione del solo 50 percento, gli interessati riceverebbero in realtà attorno al 20 percento dell’effettiva spesa totale”. Lo chiedono, con una interrogazione a risposta immediata che verrà illustrata nella seduta dell'Assemblea legislativa fissata per martedì 25 ottobre, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari.
Liberati e Carbonari, facendo riferimento alla ricostruzione seguita al terremoto del 1997, domandano anche “alla luce dei poteri concessi alla presidente della Giunta in qualità di vicecommissario alla ricostruzione, la Regione intenda chiedere al Governo di far rientrare anche l’Umbria, oltre l’Abruzzo, nelle ipotesi di aggravamento di edifici già finanziati da precedenti eventi sismici e non ancora conclusi”. I consiglieri di opposizione ricordano poi che “nelle fasce G/N (seconde case) non ci sono stati investimenti pubblici mentre le famiglie in alcuni casi hanno anticipato i soldi per la riparazione e miglioramento sismico delle abitazioni danneggiante senza il ristoro dovuto”.
Gli esponenti del M5S rimarcano infine che esiste “il problema del costo parametrico, ossia dell’incongruità del contributo a fondo perduto concesso agli interessati e stabilito a metro quadrato: in Umbria è ancora fermo al 2001, anziché essere aggiornato annualmente. I prezzari regionali sono stati frattanto aggiornati fino al 2014 sia nelle voci che nei prezzi unitari, con un aumento dei costi sostenuti per materiali edili e manodopera che, dal 2001, si ipotizzano più alti del 25/30 percento”. MP/