“Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”
L’Assemblea legislativa approva all’unanimità la mozione presentata da Cristian Betti (Pd) su cui anche i consiglieri di opposizione hanno apposto la propria firma
19 Mar 2026 16:35
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(Acs) Perugia, 19 marzo 2026 - L’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato all’unanimità la mozione presentata da Cristian Betti (Pd) sulla “Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”. I consiglieri di minoranza, attraverso Laura Pernazza (FI), hanno chiesto di poter anche loro sottoscrivere l’atto in quanto giudicato condivisibile, quindi si è giunti all’unanimità dei votanti.
Illustrando l’atto di indirizzo, Betti ha spiegato che esso impegna la Giunta “ad attivarsi verso il Governo nei confronti del Ministero dell’agricoltura, delle foreste e della sovranità alimentare (MASAF), anche attraverso la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni, nonché anche presso le competenti sedi istituzionali eurocomunitarie, affinché siano messe in atto tutte le azioni necessarie presso le competenti sedi istituzionali per avviare la procedura di modifica della disciplina sull’origine del codice doganale e, in particolare, attraverso la revisione dell’articolo 60 del regolamento (UE) 2013/952 finalizzata all’esclusione dei prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione della stessa; siano avviate azioni utili a introdurre criteri di trasparenza al fine di consentire al consumatore finale di conoscere l’esatta zona di produzione del prodotto agroalimentare ed il luogo di trasformazione finale, nel caso in cui le due zone non coincidano, per garantire la corretta informazione ai consumatori. Come evidenziato dalla Coldiretti dell’Umbria il criterio dell’origine non preferenziale sancito dal regolamento (UE) 2013/952 consente di stabilire la nazionalità economica delle merci scambiate nel commercio ed è utilizzato per garantire l’applicazione uniforme della tariffa doganale comune nonché di tutti gli altri provvedimenti adottati, per l’importazione o l’esportazione delle merci dall’Unione o dagli Stati membri. Non sono state ancora elaborate regole specifiche e univoche per la determinazione dell’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, salva la distinzione rispetto al luogo di provenienza, inteso come quello da cui proviene l’alimento. Le regole che conferiscono l’origine in base all’ultimo paese di produzione contribuiscono, con riguardo ai prodotti agroalimentari, a generare disorientamento nel consumatore rispetto alla individuazione del luogo di origine. Infatti la possibilità attualmente riconosciuta in base alla disciplina sulla codificazione doganale di individuare l’origine del prodotto agroalimentare in base all’ultimo luogo di trasformazione finale può indurre in maniera ingannevole il consumatore finale a ritenere di origine italiana il prodotto agroalimentare che invece di fatto proviene da altri Paesi, con standard qualitativi e di prezzo nettamente inferiori a quelli italiani, e che è stato semplicemente trasformato in Italia”.
L’assessora all’agricoltura Simona Meloni ha ribadito l’impegno della Giunta regionale nel voler affermare il tema della trasparenza sull’origine dei prodotti agroalimentari e sulla valorizzazione dei prodotti made in Italy e made in Umbria, ricordando anche la delibera di Giunta regionale recentemente approvata allo scopo di portare a livello nazionale questo tema cruciale non solo per l’agricoltura ma anche per il benessere delle persone e per il benessere animale: “la mozione che oggi votiamo e la delibera approvata dalla Giunta riconoscono il valore delle produzioni agricole umbre dalla materia prima alla trasformazione del prodotto, nell’intento di valorizzare le filiere territoriali in ogni modo, anche coinvolgendo il mondo della scuola e della cooperazione per quanto attiene il cibo che arriva nelle mense scolastiche e la sua preparazione, così come quello che arriva nelle mense ospedaliere”. PG
