(Acs) Perugia, 21 settembre 2016 - “In Regione è l’immobilismo assoluto: le risposte mancano, l'inerzia prosegue, le imprese sane lentamente muoiono e tanti cittadini se ne vanno. I problemi irrisolti infatti si accumulano e si rischia il collasso gestionale, mentre i primi schiaffi giudiziari iniziano a farsi sentire”. Così il capogruppo el Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati per il quale, “Piano rifiuti, Piano energetico, Piano qualità dell’aria, Piano tutela delle acque, rappresentano misure spesso disapplicate e comunque ormai logore, con ricadute negative per le comunità umbre e la nostra economia”. “
Altre pianificazioni – continua l'esponente pentastellato -, solo apparentemente originali come quella sui trasporti, sono fallimentari fotocopie del passato, nello stato sempre più penoso di strade, aeroporti e ferrovie. La legge urbanistica, frutto all’epoca dell’eterna melassa sinistra-destra, dopo esser stata addirittura respinta con ignominia dal Governo, dopo un anno ancora galleggia in Giunta. Rovinoso – rimarca - è pure il Piano sanità, con i cittadini sempre più spesso costretti a rivolgersi presso i privati e mentre si susseguono inefficienti propositi per ridurre le liste di attesa, con costi insopportabili per la collettività e livelli di assistenza in paurosa caduta. Né esistono Piani sull’edilizia pubblica per aggredire con forza almeno parte dell’emergenza abitativa esistente”.
Liberati continua evidenziando come “il collocamento del personale provinciale in Regione è parimenti disastroso, con Polizie locali distrutte e decine di funzionari senza reali mansioni, a detrimento di finanze e servizi, tanto che abbiamo nuovamente richiesto l’intervento (inutile?) dell’Ente. Nell’indolenza generale – spiega -, alcune vecchie multinazionali agiscono totalmente contra legem, minacciando continui disimpegni, senza rispettare i lavoratori e la nostra storia, senza che alcuna autorità provveda a sanzionarle: al massimo si balbetta, accanendosi naturalmente sui più deboli. Aziende nuove e sane non arrivano, fuorché la solita Grande distribuzione ammazza-imprese, e le occasioni di lavoro latitano, col -45 per cento di posti di lavoro indeterminati rispetto allo scorso anno e con l’esplosione dei voucher, più che raddoppiati tra il 2014 e il 2016”.
Secondo Liberati, “ad alcuni consiglieri tutto questo interessa ben poco: come nulla fosse, seguitano a portare in Aula assurdi, inutili temi che provocherebbero a chiunque lo stesso effetto di un lassativo, mentre qualche decente mozione, rinviata in Commissione, non viene poi mai discussa in quella sede. Allo stesso modo, dozzinali disegni di legge planano sì in Commissione, ma pudicamente sono spesso ritirati sine die o comunque fermi al palo. Un numero crescente di umbri, quelli senza tessere, né padrini politici, frattanto è costretto a emigrare in altre zone d’Italia o a riparare all’estero”.
Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle rileva che “l’Umbria è tra le regioni da cui più si espatria, tanto che i corregionali iscritti all’Aire (il registro degli italiani all’estero) sono saliti in un anno di quasi 1.500 unità a quota 33.597 (Fondazione Migrantes 2015), senza considerare i molti che non si censiscono. Pellegrinaggi mesti, esodi biblici di tanti. Troppi familiari, amici e colleghi faranno crescere altre comunità lontane da qui, pur essendo stati ampiamente formati da noi. Intanto – conclude - la crisi politica della Regione si trasforma in blocco delle attività, facendo ben meno del minimo sindacale: come può l'inerzia rappresentare una risposta dinanzi alle emergenze in atto? Si può continuare così?” RED/as