(Acs) Perugia, 31 ottobre 2014 - “Mentre si cerca di costruire faticosamente un'intesa e una proposta unitaria, che raccolga forze politiche e civiche alternative all'alleanza che da sempre governa la nostra regione, per elaborare un progetto che segni un'inversione di rotta, arrivano le sconcertanti e potenzialmente devastanti parole del coordinatore regionale di Forza Italia, Catia Polidori, la quale si dice disponibile a sottoporre a Berlusconi la candidatura di Claudio Ricci a patto che il sindaco di Assisi vada in pellegrinaggio da lei e rinunci all'appoggio del Nuovo Centrodestra”. Sandra Monacelli, capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale, commenta criticamente le dichiarazioni riportate a mezzo stampa della coordinatrice regionale di Forza Italia (http://goo.gl/YLsWWy).
“Per Polidori – spiega - sarebbe incongruente mettere in campo una coalizione con chi, a livello nazionale, governa con il Pd, sottacendo però tre aspetti fondamentali in fatto di coerenza: il suo partito nel recente passato è stato per due volte alleato del Pd (governi Monti e Letta); lei stessa, prima di essere nominata coordinatore regionale, aveva abbandonato il Pdl per passare con Futuro e Libertà, aprendo anche la convention nazionale di Bastia Umbra, salvo mollare dopo neanche un mese il partito di Gianfranco Fini per tornare con Silvio Berlusconi, assumendo l'incarico di viceministro; lei stessa nei mesi scorsi ha nominato coordinatore di Forza Italia di Assisi un consigliere di opposizione alla giunta Ricci, dopo che l'attuale sindaco è stato eletto nell'allora Pdl. Quindi, alla luce di questi fatti, resta alquanto difficile per Catia Polidori dare lezioni di coerenza politica agli altri. Dovrebbe invece cercare di unire le proprie energie a quelle di chi sta già lavorando per dare un futuro diverso all'Umbria, sempre che questa sia la volontà di Forza Italia”.
“Così – prosegue il capogruppo Udc - mentre il centrosinistra umbro consuma tempo e riflessioni diviso tra l'ipotesi di azzardare una coalizione nuova sulle orme del governo nazionale e il dondolarsi sugli schemi del passato (gallina vecchia fa buon brodo), il centrodestra da par suo, o almeno una parte, anziché interrogarsi sull'importanza di un progetto alternativo e inclusivo, volto al cambiamento, ripete le medesime litanie sui nomi, i diktat nazionali e i soliti giochetti politici divenuti insopportabili ai cittadini. E intanto – conclude - l'Umbria vive da tempo una fase critica, con tutti gli indicatori economici che danno la nostra regione in condizioni allarmanti, come testimoniato dall'ultima ricerca Istat su 'Reddito e condizioni di vita', che evidenzia come 206mila umbri, su 886mila, siano a rischio povertà o esclusione sociale, un dato in controtendenza rispetto al trend registrato nel Centro Italia”. RED/pg