REFERENDUM: “PERSA OCCASIONE PER ACCORCIARE DISTANZA TRA CITTADINI E ISTITUZIONI. ORA SI ESPRIMA COMMISSIONE DI GARANZIA” - NOTA DI DOTTORINI (IDV)

Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) commenta i lavori odierni dell'Assemblea legislativa rilevando che “Resta impossibile svolgere referendum abrogativi in Umbria”. Per Dottorini l'approvazione dell'emendamento sui referendum consultivi “sana solo in minima parte vero mostro giuridico”.

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06 Mar 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 6 marzo 2014 - “Oggi il Consiglio regionale ha perso un'occasione per dimostrare coerenza e apertura alle istanze che provengono dalla società civile. Di fatto resta impossibile celebrare un referendum in Umbria e, nonostante le piccole modifiche apportate anche grazie ai nostri emendamenti, la normativa rimane incoerente e contraddittoria perché rende indisponibile un diritto sancito dallo stesso Statuto regionale, vale a dire la possibilità di svolgere un referendum abrogativo. Credo che questo sia un furto di democrazia che contribuisce ad accentuare la distanza tra istituzioni e cittadini. Un errore che deve essere sanato al più presto”. Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, (capogruppo Idv), commenta la votazione dell'Assemblea legislativa dell'Umbria in merito alla modifica della legge “14/2010” sugli istituti partecipativi.

“Un diritto che non può essere esercitato non può essere definito tale. Per questo le mie proposte di modifica – spiega Dottorini, che nella nota fa riferimento al suo ruolo di 'presidente di Umbria migliore' - miravano a restituire ai cittadini la democratica possibilità di esprimersi su questioni di rilevanza regionale e di interesse pubblico anche in concomitanza di elezioni locali, nazionali o europee. Oggi al contrario abbiamo una legge regionale che promuove l'istituto del referendum ma allo stesso tempo nega la possibilità che possa essere celebrato. Un capolavoro di ambiguità e ipocrisia che va contro quanto previsto dallo stesso Statuto regionale laddove sancisce che 'la Regione riconosce il referendum quale istituto di democrazia partecipativa e ne favorisce l’utilizzazione'. Per questo – conclude - non rimane altro da fare che sottoporre alla Commissione di Garanzia statutaria la richiesta di valutare se la normativa vigente sia aderente ai principi statutari e se la legge che regolamenta lo svolgimento dei referendum sia effettivamente attuabile. Per farlo occorrono undici firme. Finora ne abbiamo raccolte nove. Non disperiamo”. RED/mp

Ultimo aggiornamento: 06/03/2014