REFERENDUM: “LA PERCENTUALE QUASI TOTALITARIA DEI SÌ MANDA UN SEGNALE CULTURALE E POLITICO DECISIVO ALLA POLITICA PROGRESSISTA ED ALLA SINISTRA ITALIANA” - NOTA DI GORACCI (PRC-FED.SIN.)

Il consigliere di Rifondazione comunista-Federazione della sinistra, Orfeo Goracci torna, con una nota, sul risultato del Referendum sottolineando come la partecipazione al voto degli italiani rappresenta “la volontà di esprimersi in maniera diretta su materie che riguardano il presente ed il futuro del proprio paese”.Goracci è convinto che “la percentuale quasi totalitaria di prevalenza dei Sì, compreso quello di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, manda un segnale culturale e politico decisivo alla politica progressista ed alla sinistra italiana”.

Data:

14 Giu 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 14 giugno 2011 - “La partecipazione al voto è la rappresentazione plastica della volontà del popolo italiano di esprimersi in maniera diretta, attraverso il, da tanti, vituperato istituto referendario, su materie che riguardano il presente ed il futuro del paese in cui viviamo”. Lo scrive, in una nota, Orfeo Goracci (Prc-Fed.sin.) “alla luce dello straordinario risultato” di ieri scaturito dalla partecipazione e dal voto sui quesiti referendari.


 

Per Goracci, si tratta di “una volontà che, nelle forme in cui si sono espressi i cittadini, va oltre le consuete e superate categorie della politica rappresentativa così come venuta a determinarsi negli ultimi venti anni. Una volontà – scrive - che su questioni cruciali, che riguardano una visione del mondo e della sua organizzazione sociale, spesso stenta a trovare riferimenti solidi e coerenti nel panorama delle forze organizzate, anche nel campo del centro sinistra. Tantissimi sono stati i giovani che si sono recati a votare, - continua Goracci - quelli che più di altri non vedono la politica come lo strumento per cambiare lo stato delle cose, che hanno utilizzato la forma diretta per esprimere la propria volontà di non consentire a nessuno di appropriarsi di ciò che è di tutti e che deve essere nella piena e responsabile disponibilità dei cittadini”.


 

Il raggiungimento largo del quorum – va avanti il consigliere di Rifondazione comunista - ha confermato che in Italia c'è voglia di democrazia. La percentuale quasi totalitaria di prevalenza dei Sì, compreso quello di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, manda un segnale culturale e politico decisivo alla politica progressista ed alla sinistra italiana.

Attraverso i referendum i cittadini si sono riappropriati del diritto di esprimersi sui beni comuni: acqua (i due quesiti in proposito hanno ottenuto la partecipazione più alta), energia, giustizia. Insieme alle battaglie a difesa del lavoro, del territorio, dell'istruzione e dell'università pubblica, della sanità e della mobilità pubblica, dei diritti dei migranti, contro il nucleare e gli inceneritori, questa massa critica – spiega Goracci - ci dice che è ora di mettere in discussione il caposaldo di quel pensiero unico liberista che vede nel profitto il motore della storia ed il volano dello sviluppo nella società contemporanea.

Il liberismo concepisce ogni cosa come merce e tutto ciò su cui si possono fare profitti diventa bene di rilevanza economica, ed il profitto deve essere raggiunto nel più breve tempo possibile e nella massima dimensione. I danni sono sotto gli occhi di tutti, anche di quella parte di forze progressiste che sono state affascinate da questa idea”.


 

I cittadini – continua Goracci - vogliono e chiedono una società fondata su diritti garantiti alla persona, con regole uguali per tutti, con libertà di iniziativa e di impresa subordinata al progresso della comunità. La maggior parte dei cittadini, a partire da quelli ridotti alla soglia della povertà e nella povertà, pretendono giustizia sociale e rifiutano l'arricchimento speculativo di pochi a danno di molti. La società è un bene comune e per uscire dalla barbarie dell'egoismo liberista deve tornare ad essere innanzi tutto giusta”.


 

Per Goracci, “la politica deve riprendere contatto con la realtà e con le persone. Per noi, per la sinistra variamente rappresentata, - conclude - è urgente ed obbligatorio farlo, sapendo ascoltare e traducendo coerentemente nella nostra azione questa esigenza di cambiamento”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 14/06/2011