RATING UMBRIA: “LA NOSTRA REGIONE NON E' UN'ISOLA FELICE E SUBISCE UN DECLASSAMENTO PEGGIORE DI ALTRI” - LIGNANI MARCHESANI, MODENA E MONNI (PDL) SUL TAGLIO DEL RATING DECISO DA STANDARD AND POOR'S

I consiglieri regionali del Pdl, Andrea Lignani Marchesani, Fiammetta Modena e Massimo Monni intervengono sulla decisione, da parte di Standard & Poor's (Società che realizza ricerche finanziarie e analisi su titoli azionari e obbligazioni) di abbassare il rating della Regione Umbria da 'A+' ad 'A', insieme al declassamento dei titoli di lungo periodo emessi dalla Regione con scadenza nel 2017, 2018 e 2019. Pur sottolineando la loro “non condivisione di un sistema che permette a pochi analisti di determinare le quotazioni di mercato ed i tassi di interesse”, Lignani, Modena e Monni invitano la Giunta regionale a valutare attentamente i propri bilanci e fare un attento esame di coscienza sulla propria capacità di indebitamento e soprattutto su come tenere i conti in ordine senza le derive clientelari degli ultimi anni”.

Data:

26 Set 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 26 settembre 2011 - “Prima di puntare l'indice contro il Governo, la Giunta regionale dovrebbe valutare attentamente i propri bilanci e fare un attento esame di coscienza sulla propria capacità di indebitamento e soprattutto su come tenere i conti in ordine senza le derive clientelari degli ultimi anni. Standard and Poor's, una delle più prestigiose agenzie di rating, declassa oltre allo Stato undici tra Regioni, Province e città metropolitane”. Lo scrivono, in una nota congiunta, i consiglieri regionali del PdL, Andrea Lignani Marchesani, Fiammetta Modena e Massimo Monni che, nell'evidenziare la loro “non condivisione di un sistema che permette a pochi analisti di determinare le quotazioni di mercato ed i tassi di interesse”, rimarcano tuttavia come “sono stati proprio gli amministratori di centrosinistra a decantare le qualità di analisi di dette Agenzie”.

“Per l'Umbria – vanno avanti Lignani, Modena e Monni - la situazione è più grave delle altre perché non subisce solamente un outlook negativo del rating da 'A+' ad 'A' ma anche il declassamento dei titoli di lungo periodo emessi dalla Regione con scadenza nel 2017, 2018 e 2019. Come dire – spiegano - che nei prossimi anni si dovranno pagare tassi di interesse più alti anche per i futuri mutui con conseguenze devastanti per i conti e soprattutto per le future generazioni”.

Secondo Lignani, Modena e Monni “da questa notizia emergono le bugie, dette più volte in sede di sessione di bilancio, da parte della Giunta allorché affermava che il rating di ciascuna Regione andava di pari passo con quello dello Stato e quindi eventuali declassamenti erano da imputare esclusivamente al Governo. Il fatto che ci siano declassamenti a macchia di leopardo – osservano gli esponenti del PdL - e che alcune Regioni conservino rating superiori, deve però, al di la' delle polemiche, far suonare un campanello d'allarme mettendo fine al più presto a una stagione di sprechi ed aprendone una di ottimizzazione di risorse a cominciare da una seria riforma endoregionale”. RED/as

Ultimo aggiornamento: 26/09/2011