RAPPORTO OXFAM: “RICCHEZZA SFACCIATA, POVERTÀ DISUMANA” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) SULLA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA NEL MONDO

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) commenta il dati del Rapporto Oxfam, da cui emergerebbe “una sempre più iniqua distribuzione della ricchezza a livello mondiale”. Per Goracci “i militanti comunisti, progressisti, sinceramente democratici di tutto il mondo debbono unirsi e lottare per un nuovo ordine internazionale di giustizia sociale, pace, difesa ed espansione dei diritti.

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20 Gen 2015 00:00

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(Acs) Perugia, 20 gennaio 2015 - “La sempre più iniqua distribuzione della ricchezza a livello mondiale è, dalla caduta del Muro di Berlino ad oggi, un dato di fatto lampante, assodato e dichiarato anche dalle statistiche ufficiali dei governi e dagli studi socio-economici dei think thanks dei poteri forti finanziari che guidano i destini di gran parte dell'umanità”. Lo rileva il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro), sottolineando che si tratta di “un lento ma inesorabile scivolamento nella barbarie della più smaccata disuguaglianza, della più profonda ingiustizia”.

Sarebbe questo, per Goracci, il quadro che “emerge anche dall'ultimo rapporto dell'Organizzazione non governativa Oxfam, invitata al World Economic Forum di Davos e da anni impegnata nella messa a punto di politiche contro la povertà, l'esclusione e l'emarginazione. Il rapporto, dal titolo 'Working for the Few -  Political capture and economic inequality' ('Lavorando per una minoranza - Sottomissione politica e diseguaglianza economica'), mostra inequivocabilmente come la gran parte della ricchezza globale prodotta sia ripartita tra un numero sempre più limitato di Paperoni. Se nel 2010 il capitale detenuto dal 50 per cento dei Paesi più poveri (più di 3,5 miliardi di persone) equivaleva a quello posseduto da 388 persone, nel 2013 la stessa fetta di ricchezza si concentrava nelle mani di 85 super ricchi, diventati meno di 80 nel 2014”.

Secondo il consigliere regionale “non occorre essere dei trinariciuti bolscevichi per capire che un assetto mondiale così configurato, una distribuzione della ricchezza così macroscopicamente scandalosa, è la fonte prima di quasi tutte le catastrofi, gli eventi tragici, i disordini ai quali assistiamo in misura purtroppo crescente: guerre, tensioni, terrorismo, epidemie, dilagare degli integralismi religiosi, massicci movimenti migratori su scala globale e altro ancora. Tutti fenomeni che la grande stampa distorce con la lente viziata dell'ideologia dominante, inquadrando sempre gli effetti e mai le cause. Dietro le nude cifre si nasconde, infatti, una realtà di sfruttamento feroce da parte degli speculatori, dei monopoli e delle multinazionali a danno delle popolazioni dei Paesi poveri o in via di sviluppo, la rapina delle risorse naturali da parte delle stesse oligarchie prepotenti e aggressive, il massiccio traffico di armi volto ad alimentare le guerre per procura scatenate da appetiti economici, ma anche la riduzione dei diritti e l'impoverimento progressivo, devastante della classe lavoratrice, del ceto medio, che si verifica nelle metropoli del capitalismo, ossia nei Paesi d'occidente e d'Europa. Basta dare un'occhiata – aggiunge - agli studi condotti dalla Banca d'Italia negli ultimi anni, per notare come anche nel Bel Paese la tendenza sia la medesima e i dati consolidati siano all'unisono con quelli rilevati su scala globale: il 10 percento delle famiglie italiane possedeva, nel 2012, il 46,6 per cento della ricchezza totale, con un 10 per cento più povero a ripartirsi un infimo 2,4 per cento. Tutto ciò – continua Goracci - genera non solo povertà crescente, ma disperazione, violenza e disordine. Ciò che però desta maggior preoccupazione e, insieme, sdegno, è che a denunciare apertamente una simile situazione resta solo la Chiesa cattolica, anche con la voce autorevole e ferma del Pontefice, e qualche comunista sparso ai quattro angoli del mondo. I partiti della cosiddetta 'sinistra moderata', infatti, sembrano aver messo irrimediabilmente in soffitta  ogni sia pur flebile e vaga istanza socialdemocratica: quando vengono scelti per governare un Paese, non si pongono nemmeno lontanamente il problema di una redistribuzione più equa della ricchezza, anzi attuano politiche liberiste e reaganiane che accentuano le diseguaglianze e smantellano diritti storici conquistati dal movimento operaio (vedi la vicenda dell'articolo 18 in Italia)”.

Orfeo Goracci conclude sottolineando che “ormai, lottare contro il (dis)ordine mondiale imposto dal capitalismo è questione di sopravvivenza: se si continuerà a percorrere la strada delle politiche che rafforzano i potentati economici e finanziari a scapito delle popolazioni, dei lavoratori, dei più poveri, è naturale aspettarsi un aggravamento del quadro internazionale, con tensioni sempre più pericolose e lo spettro di una deflagrazione su vasta scala. Per questo, i militanti comunisti, progressisti, sinceramente democratici di tutto il mondo debbono unirsi e lottare per un nuovo ordine internazionale di giustizia sociale, pace, difesa ed espansione dei diritti. Senza tutto ciò, è lecito e normale attendersi l'inveramento della massima del grande socialista francese Jaures: 'Il capitalismo porta con sé la guerra come le nuvole la pioggia'". RED/mp
 

Ultimo aggiornamento: 20/01/2015