QUESTIONE MORALE: “IL PD PAGA IL PREZZO DI 20 ANNI DI RINNOVAMENTO PROMESSO E MAI ATTUATO” - CONFERENZA STAMPA DEL GRUPPO REGIONALE DEL PDL E DEL PORTAVOCE PDL - LEGA

Il portavoce delle opposizione Pdl – Lega Fiammetta Modena e i consiglieri regionali del Pdl, durante una conferenza stampa svoltasi a Palazzo Cesaroni, hanno tracciato il quadro della questione morale e politica che interesserebbe le Regione Umbria. Criticando la reazione della presidente Marini alle notizie di stampa di questi giorni, gli esponenti dell'opposizione hanno ravvisato nelle inchieste della magistratura “il sintomo di un sistema incapace di rinnovarsi e in pieno disfacimento”: una situazione particolarmente grave a cui andrebbe dedicato un Consiglio regionale straordinario.

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04 Lug 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 4 luglio 2011 – “Il Pd (erede del Pds - Ds) si trova oggi a dover subire le conseguenze di una stagione, quella di Tangentopoli del 1995, i cui nodi non sono mai stati affrontati davvero. Le riforme promesse e il rinnovamento annunciato con la 'stagione dei professori' e con la Giunta Bracalente si sono rivelate false, portando oggi il Partito democratico a dover fare di nuovo i conti con inchieste ed indagini della magistratura”. Lo ha detto, aprendo la conferenza stampa che si è svolta oggi a Palazzo Cesaroni, il portavoce delle opposizione Pdl – Lega Fiammetta Modena.

“La questione morale - ha spiegato Modena - in Umbria si mescola in modo rilevante con la questione politica. È necessario fare uno sforzo di memoria, tornare al 1995, a Tangentopoli, alla 'stagione dei professori', alla distruzione del Psi (immolato anche in Umbria), a riforme che sono state solo specchietti per le allodole, alla fine del consociativismo. Allora il Pds, dopo aver perso Terni, capì che senza un segnale forte sarebbe stata perduta anche la Regione. Gli assetti di potere in realtà sono rimasti immutati e non c'è stato alcun serio rinnovamento. Dopo la 'restaurazione' praticata da Locchi e Lorenzetti, oggi l'Umbria si trova a fare i conti con i risultati di quella politica, con una legislatura in cui non c'è ambito regionale che non sia toccato dalle inchieste. Dopo 20 anni dunque nulla è cambiato dato che, nonostante gli annunci, non c'è stato alcun rinnovamento”.

Il portavoce Pdl – Lega ha sottolineato che oggi “le inchieste riguardano vertici politici di primo piano mentre il Pd non riesce a contenere la diffusione delle inchieste e della loro eco anche a livello nazionale. Il silenzio del Consiglio regionale deve finire, dato che non si può più nascondere il fallimento di una classe dirigente che è succeduta a se stessa. Gli atti al centro delle prossime 3 convocazione dell'Assemblea regionale sono altrettanti specchietti per le allodole: questa legislatura è bloccata e le forze politiche, soprattutto di maggioranza, devono avere il coraggio di discutere questa vicenda in Aula. Spetterà al Pdl e al centrodestra informare i cittadini e gli elettori, soprattutto quelli di sinistra, affinché comprendano che le promesse di riforma del Pd e del centrosinistra sono fasulle e nascondono solo un uso troppo prolungato della cosa pubblica come cosa privata. L'unico modo per uscire da questa situazione stagnante è l'alternanza nel governo regionale”. In relazione alle valutazioni sull'atteggiamento garantista, Modena ha rimarcato che “la magistratura umbra e i mezzi di informazione ogni tanto inciampano in questioni rilevanti che riguardano il partito di maggioranza relativa. Noi restiamo garantisti, come siamo sempre stati. In questi casi però è evidente che non si tratta di un attacco giudiziario al Pd o al governo della Regione: i tanti 'casi isolati' in cui restano coinvolti esponenti politici di primo piano sono il sintomo di un sistema in disfacimento a causa delle promesse fatte e non mantenute e di una riforma della politica mai attuata".

“Nel Pd – ha aggiunto Fiammetta Modena - è già partito il gioco a chi indebolisce di più la presidente Marini, che peraltro ha sbagliato in molte occasioni, conservando l'assessorato alla sanità e reagendo in quel modo all'esplosione mediatica su scala nazionale dell'inchiesta. L'unica cosa opportuna da fare ora è convocare un Consiglio regionale straordinario per dare vita ad un dibattito ampio su queste vicende: non si tratta di una proposta strumentale del centrodestra ma di un necessario momento di chiarezza”. Alla conferenza stampa hanno partecipato il capogruppo Pdl Raffaele Nevi e i consiglieri Rosi, Valentino, Monni, De Sio e Lignani Marchesani. Il capogruppo leghista, Gianluca Cirignoni, impegnato nei lavori della Terza Commissione, non ha partecipato alla conferenza stampa, annunciando però l'invio di una nota in merito agli argomenti affrontati. MP/

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Ultimo aggiornamento: 04/07/2011