QUESTIONE MORALE (2): “COLPITI DALL'INCOERENZA DI CHI A LIVELLO NAZIONALE FA DELLA QUESTIONE MORALE UNA PROPRIA PREROGATIVA” - CIRIGNONI (LEGA NORD) CHIEDE ALLA PRESIDENTE MARINI DI RIFERIRE IN AULA E AL PRESIDENTE BREGA DI DIMETTERSI
04 Lug 2011 01:00
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(Acs) Perugia, 4 luglio 2011 - "Se da un lato non stupisce vedere il Pd umbro ed i suoi alleati barcamenarsi tra varie inchieste giudiziarie (di cui la stampa da conto quotidianamente) dall'altro colpisce l'incoerenza di chi a livello nazionale fa del giustizialismo e della questione morale una prerogativa da esercitare ad ogni pie sospinto contro gli avversari politici, mentre in Umbria si trincera dietro un garantismo peloso”. Lo afferma il capogruppo della Lega nord a Palazzo Cesaroni Gianluca Cirignoni.
“Da parte nostra – spiega il consigliere regionale - crediamo che non basti un articolo di giornale per condannare anche solo politicamente qualcuno, quando alla base non ci sono ancora atti specifici della magistratura, come sembra stia accadendo per la presidente Marini. Tuttavia il rispetto dovuto agli umbri impone a nostro avviso che la presidente riferisca con urgenza in Consiglio regionale rispetto alle notizie riportate dalla stampa. Al fine di affrontare di petto la questione morale che pesa come un macigno su questa maggioranza, auspichiamo che la presidente della Giunta regionale, anche nella sua qualità di assessore alla sanità, voglia inoltre provvedere con solerzia a rescindere il contratto della direttrice della Asl 3 coinvolta in Sanitopoli e responsabile di una gestione quantomeno allegra dell'Aus. Ci auguriamo infine che il presidente del Consiglio regionale, indagato per gravi reati, dimostri sensibilità istituzionale dimettendosi quanto prima dall'incarico”.
Cirignoni evidenzia che “dopo l'approvazione dei due emendamenti presentati dalla Lega nord, riguardanti la razionalizzazione delle assunzioni dei gruppi consiliari e il tetto alla durata delle nomine dei direttori della Asl, continua la nostra battaglia per la moralizzazione della politica, la riduzione dei costi della stessa e la disarticolazione del sistema burocratico amministrativo creato in Umbria: stiamo lavorando a due proposte di legge; la prima che impedisca ai parenti degli eletti di essere assunti dalla Regione e la seconda che riduca i budget di spesa dei gruppi consiliari presenti in consiglio regionale, che sono raddoppiati dopo la modifica della legge regionale avvenuta nel 2001". RED/mp
