QUESTION TIME (8) CULTURA: “GESTIONE CENTRO DI DOCUMENTAZIONE PER L'ARTE CONTEMPORANEA DI CITTA' DI CASTELLO” - A LIGNANI (PDL) L'ASSESSORE BRACCO ASSICURA “UN CRESCENTE COORDINAMENTO FRA I LUOGHI E I MUSEI D’ARTE CONTEMPORANEA”
17 Gen 2012 00:00
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(Acs) Perugia, 17 gennaio 2012 – Il consigliere regionale del PdL, Andrea Lignani Marchesani ha chiesto all'assessore regionale al Turismo, Fabrizio Bracco “quali impegni di natura finanziaria o di altro genere la Regione abbia preso o intenda prendere per la futura gestione del Centro di documentazione per l’arte contemporanea di Città di Castello”. L'esponente del PdL, nella presentazione dell'atto, ha evidenziato in Aula come “le politiche culturali della Regione avevano individuato in Città di Castello il centro motore dell'arte contemporanea dell’Umbria, in omaggio all’opera e alla memoria del maestro Burri, e detta individuazione è sancita da quanto viene a più riprese affermato nei documenti Annuali di programmazione regionale degli ultimi 6 anni ma, nonostante questo, sono state invece prese iniziative in altre parti del territorio regionale che hanno progressivamente reso Città di Castello semplice sede di un ‘Centro di documentazione per l’arte contemporanea’”.
Bracco ha ricordato come “nel marzo del 2006 il Consiglio regionale approvò un ordine del giorno per la costituzione del Centro di documentazione per l'arte contemporanea a Città di Castello e, nel giugno 2007, la Regione stipulò un protocollo d'intesa con il Comune di Città Castello, la Direzione regionale per i Beni culturali e la Fondazione Palazzo Albizzini 'Collezione Burri' per la realizzazione del centro. Gli organi firmatari aprirono quindi un confronto con la fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello e la Regione contribuì con risorse comunitarie. Si sperimentarono successivamente varie ipotesi, compresa quella dell’accordo con il ministero dei Beni culturali, cercando il coinvolgimento della società Arcus, perché partecipasse, anche a seguito di un patto stipulato tra la Conferenza Stato-Regioni e il Ministero dei Beni culturali, alla realizzazione del centro. Ma questa soluzione – ha osservato Bracco -, non ha avuto esiti. Con la nuova Amministrazione comunale e regionale si è tentato di riprendere quel cammino. In diverse occasioni, abbiamo sottolineato come l'immagine dell'Umbria dovesse essere in qualche modo cambiata, riscoprendo anche il patrimonio umbro legato all’arte contemporanea, attraverso una forte valorizzazione del classico per eccellenza dell’arte italiana del 900, cioè Alberto Burri. In questo contesto la Giunta regionale intende promuovere un crescente coordinamento fra i luoghi e i musei di arte contemporanea della regione, salvaguardando i patrimoni e valorizzando le vocazioni”.
Nella replica, Lignani ha auspicato “un minore protagonismo di soggetti che devono smettere di auto-perpetuarsi, (riferimento alla fondazione Burri). Non si può pensare – ha commentato - che un centro di documentazione che al massimo porterà ad un turismo di estrema nicchia, possa occupare un Palazzo molto vasto. Bene, quindi, interventi di valorizzazione progettuale una tantum, su cui costruire un indotto successivo, no a leggi speciali che finanzino a pioggia e 'sine die' qualcosa di cui gli enti pubblici non si possono più permettere, ovvero erogazioni a progetto e non finanziamenti che si perpetuino nel tempo”. AS/
