QUESTION TIME (6) RICOSTRUZIONE: “CONTRIBUTI INADEGUATI PER SISMA 1997. MOLTI EDIFICI ANCORA DA RICOSTRUIRE” - AL M5S RISPONDE PRESIDENTE MARINI: “PRIORITÀ PER LEGGE ALLE ABITAZIONI E INCOLUMITÀ PUBBLICA”

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25 Ott 2016 14:30

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(Acs) Perugia, 25 ottobre 2016 – I consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle), nell'ambito della seduta Question time dell'Assemblea legislativa hanno presentato una interrogazione relativa alla ricostruzione post sisma del 1997, che risulterebbe “incompleta” e prevederebbe contribuiti insufficienti. Nello specifico hanno chiesto alla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini, di chiarire “il motivo per il quale ad oggi non risultano aggiornati i costi parametrici per la ricostruzione post sisma, fermi al 2001, rendendo di fatto fortemente inadeguati i contributi erogati. In questo modo laddove la Regione Umbria prevedesse l’erogazione del solo 50 percento, gli interessati riceverebbero in realtà attorno al 20/30 percento dell’effettiva spesa totale”. 

Nell'illustrazione dell'atto, il consigliere Liberati, facendo riferimento alla ricostruzione seguita al terremoto del 1997, ha chiesto anche se, “alla luce dei poteri concessi alla presidente della Giunta in qualità di vicecommissario alla ricostruzione, la Regione intenda chiedere al Governo di far rientrare anche l’Umbria, oltre l’Abruzzo, nelle ipotesi di aggravamento di edifici già finanziati da precedenti eventi sismici e non ancora conclusi. Nelle fasce G/N (seconde case) non ci sono stati investimenti pubblici, mentre le famiglie in alcuni casi hanno anticipato i soldi per la riparazione e miglioramento sismico delle abitazioni danneggiante senza il ristoro dovuto”.

La presidente Marini ha risposto che  “i costi parametrici della ricostruzione sono stati aggiornati due volte, l'ultima nel 2001, tutte le concessioni e i contributi sono avvenuti dopo il 2001, gran parte della ricostruzione è stata fatta così, qualora ci fossero nuove risorse avrebbero bisogno dell'adeguamento dei costi parametrici. Il Decreto ricostruzione agisce solo su edifici danneggiati dal sisma, non prevede nulla per danni precedenti: consente di agire solo sui danni del terremoto del 24 agosto 2016. La legge 61 operava con i criteri di priorità. Se il montante assorbito da priorità è per la prima abitazione, si riduce per le altre priorità. La prima abitazione è stata tutta assorbita e così le seconde case connesse funzionalmente, vale a dire che in relazione alla sicurezza degli edifici e all'agibilità pubblica tutti sono stati messi in sicurezza. Per gli altri edifici, se il Parlamento darà una copertura finanziaria, si potrà scorrere in graduatoria. Per il sisma 2016 gli edifici danneggiati devono rientrare nel perimetro del decreto legge, delimitato dalla condizione se possano costituire pericolo a edifici agibili o alla pubblica incolumità”.

Nella replica conclusiva, Liberati ha detto “verificheremo per quale motivo l'Abruzzo ha spuntato ulteriori risorse mentre noi rientriamo solo nell'incolumità pubblica. Ricordo che ci sono 1698 edifici residenziali ancora da sistemare e in tutto sono 8mila edifici”. PG/

Ultimo aggiornamento: 27/10/2016