QUESTION TIME (3): “MANCATA INSTALLAZIONE STALLE PROVVISORIE PER RICOVERO BESTIAME” - LIBERATI E CARBONARI (M5S) INTERROGANO, RISPONDE ASSESSORE CECCHINI “RAGGIUNTI IMPORTANTI RISULTATI”
21 Dic 2016 13:15
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(Acs) Perugia, 21 dicembre 2016 – Nella seduta odierna dell'Assemblea legislativa, dedicata al Question time, i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari hanno illustrato la propria interrogazione a risposta immediata chiedendo all'assessore Fernanda Cecchini “quando verranno costruite le stalle provvisorie nelle zone terremotate dell'Umbria e se gli allevatori verranno indennizzati per i costi relativi allo spostamento del bestiame”.
Liberati ha sottolineato che “siamo di fronte a gravi ritardi che vanno ad incidere non solo sulla vita delle persone, ma anche sulle attività produttive. Sono state danneggiate oltre 100 stalle a fronte delle quali sono stati previsti un numero microscopico di 'tunnel' che non possono rispondere alle effettive necessità. Molti allevatori hanno spostato gli animali a proprie spese. È chiaro che la materia è stata trattata in modo dozzinale e non totalmente per causa della Regione, poiché qualcun altro era deputato a svolgere rapidamente le gare, ma purtroppo la burocrazia è stata lenta anche a causa nostra. Per gli allevatori è stato messo in campo il primo bando soltanto a fine ottobre, con riferimento però al 24 agosto, quindi con due mesi di ritardo, troppi per un’emergenza di questo genere. Noi abbiamo chiesto sostanzialmente di correre. Il ministro Martina aveva detto in settembre che ci sarebbe stata una rapida attivazione del Psr per il ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da eventi catastrofici come questo, ma poi, alla fine, passano quattro mesi, arriviamo a Natale e i tunnel non arrivano ancora. Purtroppo, ancora una volta, l'esperienza pregressa non ha aiutato a non commettere gli stessi errori”.
L'assessore Fernanda Cecchini ha invitato a “non fare confusione tra emergenza ad interventi per fronteggiare l’emergenza. Il ripristino vuol dire mettere a disposizione le risorse per ristrutturazioni, per fare gli investimenti, quindi per riportare la situazione alla normalità, e questo faremo, lo faranno gli imprenditori nel momento in cui ci sono le condizioni. La fase dell’emergenza non può essere coperta attraverso la misura del Piano di sviluppo rurale, perché con la misura 5 si interviene sugli investimenti strutturali. Non è possibile utilizzare questo tipo di risorse per il pronto intervento, altrimenti verrebbero scorporate nel momento in cui gli imprenditori fanno gli investimenti. Con le ordinanze si è coperto tutto il fabbisogno per dotare gli allevatori di stalle, sia per i bisogni degli animali da latte, sia per quelli da carne, sia per quanto riguarda anche le casette, dal momento che abbiamo scelto di ascoltare la voce degli allevatori che ci hanno chiesto di avere un modulo abitativo accanto alle stalle. È stato dato mandato alla Regione Lazio di espletare le gare per le stalle e abbiamo stipulato una convenzione con l’Agenzia per la forestazione, mettendo in capo tutto quello che riguarda la realizzazione delle piattaforme, utili per installare sia le stalle che le casette. L’Agenzia per la forestazione ha completato il suo lavoro e sta andando avanti anche per rispondere a coloro che sono stati danneggiati dopo il 30 ottobre. Nel frattempo è intervenuto un decreto legge del Governo che ha previsto maggiore flessibilità, dando cioè la possibilità agli allevatori di organizzarsi autonomamente prevedendo il rimborso totale delle spese sostenute. Il Governo ha preso anche l’impegno di riconoscere il mancato reddito con risorse pari a circa 20milioni di euro: 400 euro a bovino, 400 a ovi-caprino, prevedendo anche con la possibilità di sostenere gli equini. Cercheremo comunque di 'correre' il più velocemente possibile, mettendo gli allevatori, tra l’altro, nella condizione di poter scegliere”.
Liberati, nella replica, ha tenuto a precisare che “gli allevatori, quelli meno attrezzati, stanno mettendo i loro animali in stalle inagibili. Ad oggi, purtroppo, è arrivato solo il 5 per cento delle stalle provvisorie. E questa non credo rappresenti la copertura del fabbisogno. Al contrario, bisogna ammettere che si deve fare molto meglio e molto di più, perché a Norcia, d'inverno, si va sottozero con estrema facilità”. AS/
