QUESTION TIME (3) - CINTIOLI (PD): “QUALI PROSPETTIVE PER LA SCUOLA DI RESTAURO BENI LIBRARI DI SPOLETO?” - ASSESSORE BRACCO: “RAPPORTI CON LABORATORIO DI DIAGNOSTICA BENI CULTURALI E ALTRE POSSIBILITÀ”

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17 Giu 2014 01:00

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(Acs) Perugia, 17 giugno 2014 – Nella seduta odierna di question time, il consigliere Giancarlo Cintioli (Pd) ha interrogato l'assessore alla cultura Fabrizio Bracco per sapere “quali azioni sta intraprendendo la Giunta regionale per arrivare a un accordo tra Fondazione per la conservazione e il restauro dei beni librari di Spoleto, Ministero per i beni e le attività culturali e altre istituzioni, anche universitarie, interessate al rilancio della Scuola per la conservazione e il restauro dei beni librari di Spoleto, in particolare per l'attivazione di corsi di formazione, anche di livello universitario”.

Cintioli ha ricordato che la Fondazione ha diplomato, tra il 1992 e il 2005, ben 92 allievi finché, nel 2005, le modifiche legislative introdotte nel settore dei beni culturali dal Decreto legislativo “42/2004” hanno posto fine all'impianto originario dell'esperienza spoletina: “Allo stato attuale la scuola non può più erogare corsi di formazione per restauratori se non a patto di ottemperare ai decreti attuativi numero '86 e 87/2009' che stabiliscono che l'insegnamento del restauro può essere impartito solo da scuole di alta formazione, centri di ricerca, sperimentazione e studio istituiti da da accordi fra Ministero e Regioni o da altri soggetti pubblici accreditati, le cosiddette Istituzioni formative. Per questo, il Cda della Fondazione ha proposto alla Regione di riprendere il rapporto con il Ministero per i beni e le attività culturali per poter attivare un corso di laurea quinquennale in restauro e beni librari che garantisce il titolo di restauratore a livello nazionale oppure di demandare alla Fondazione la formazione di Tecnici del restauro con competenze settoriali (figure professionali di supporto ai restauratori), per la cui formazione, di durata triennale, il Ministero rimanda alle Regioni”.

L'assessore Bracco ha ricordato che “la Regione, fin da subito promotrice della scuola spoletina, ha disposto nel 2013 finanziamenti e sostegno per la formazione di eccellenza (ex Fas 2007-2013), risorse rimaste inutilizzate a causa delle incertezze sul futuro della scuola: c'è stato un contatto con l'Università per l'attivazione di un corso di laurea quinquennale ma, nonostante il parere favorevole della Facoltà di Lettere e del pro-rettore,  rimane l'ostacolo insuperabile della riforma Gelmini, che prevede la piena disponibilità di otto docenti nel corso di laurea, che non sono stati trovati. Sono stati perciò attivati rapporti con la direzione dell'istituto centrale per il restauro e la conservazione allo scopo di attivare insieme un corso nelle sedi di Roma e Spoleto, ma le perplessità del Ministero ne hanno impedito la rapida attuazione. Sembra che la cosa si stia mettendo nel giusto cammino ma ci sono reali problemi per il corso di laurea e stiamo pensando anche ad un'altra soluzione, quella che prevede la figura dell'aiuto restauratore. Infine, pensiamo anche di collegare la scuola di Spoleto alla filiera del laboratorio di diagnostica dei beni culturali, in un progetto più ampio facente parte della prossima programmazione con risorse europee e non solo fondi strutturali ma anche programmi quadro su ricerca scientifica e misure previste per 'Horizons 2020'. Ci sono buone prospettive”.

Nella replica, Cintioli si è detto “soddisfatto per l'ipotesi di collegamento tra scuola di restauro e laboratorio di diagnostica. Desta preoccupazione il chiamarsi fuori della Fondazione cassa di risparmio e mi auguro che le rassicurazioni dell'assessore portino a risultati positivi, che la scuola possa continuare a dare il suo contributo nel settore dei beni culturali della Regione”. PG/

Ultimo aggiornamento: 17/06/2014